Prelievi dai conti correnti per salvare la banca: scenario terribile

Salvare le banche con i soldi dei depositanti. Chi ha nel conto corrente più di centomila euro, potrebbe dover contribuire a saldare l’eventuale dissesto della banca dove si trovano depositati. Lo so che si tratta di una somma non da tutti, ma...

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Salvare le banche con i soldi dei depositanti. Chi ha nel conto corrente più di centomila euro, potrebbe dover contribuire a saldare l’eventuale dissesto della banca dove si trovano depositati. Lo so che si tratta di una somma non da tutti, ma questo non cambia il ragionamento.

Non ci dimentichiamo che con tutte le tagliole normative approvate negli ultimi anni, molte ridicole oltre che tragiche, siamo tutti obbligati, di fatto, a far transitare i nostri soldi, tanti o pochi che siano, nelle banche. In pratica, siamo in trappola. Il limite di centomila euro lascia la maggioranza di noi tranquilla perché le somme inferiori sono garantite. Inoltre, non nascondiamoci dietro ad un dito, un pizzico di invidia sociale, purtroppo frequente, farebbe contente molte persone se i più benestanti subissero una tosatura.

Ma se domani il limite garantito di centomila euro, che non è un valore scritto nella Bibbia, venisse abbassato a, ipotizzo ventimila o trentamila euro, le cose cambierebbero? Immagino di si, la maggioranza di noi sarebbe molto meno tranquilla. Specialmente se l’abbassamento avvenisse, disdicevole coincidenza, poco prima del dissesto di una media banca.

Ma c’è un aspetto molto più delicato. La garanzia non è data dello Stato, come i più pensano, ma del Fondo interbancario di tutela dei depositi. La cosa fa una notevole differenza, non è un dettaglio burocratico. Il Fondo, che è un consorzio obbligatorio tra le banche, non è, ovviamente, uno stato che può stampare moneta. Meglio dire che potrebbe stamparla, se non avesse regalato a terzi la propria sovranità monetaria, come purtroppo ha fatto l’Italia.

Il Fondo, appunto, è un consorzio composto dalle banche che forniscono loro stesse le risorse per attivare, al bisogno, la garanzia. Quindi il fondo agisce nei limiti delle proprie disponibilità. Disponibilità che saranno senz’altro ampie, ma non infinite. E se, nel caso di dissesto di banche importanti, o di più banche medie, le riserve del fondo non dovessero bastare? C’è una reale garanzia data dallo Stato? Non mi risulta.

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In questo terribile scenario ogni protezione salterebbe e, guarda che caso, Lorsignori si ritroverebbero le banche risanate a spese dei depositanti, grandi, medi e piccoli. Spero con tutto il cuore che una tale ipotesi non si realizzi mai, perché sarebbe un dramma sociale senza confini. Di sicuro l’esser stati, deliberatamente, consegnati prigionieri alle banche non tranquillizza. Cosi come non tranquillizza il fatto che lo Stato non dia una garanzia diretta. Quello che mi preme è salvare i risparmi delle famiglie e delle persone. E poi, come dimenticare chi diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina?

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