Economia

Posti di lavoro, sicurezza e banda larga. I rischi degli appalti al ribasso di Telecom, Tracchi: "Risparmi sulla pelle degli operai"

Appalti al ribasso del 20% per le aziende che si occupano delle lavorazioni per conto di Telecom, come le manutenzioni delle reti e la diffusione della banda larga. I problemi connessi sono dietro l'angolo, la perdita di posti di lavoro, la...

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Appalti al ribasso del 20% per le aziende che si occupano delle lavorazioni per conto di Telecom, come le manutenzioni delle reti e la diffusione della banda larga. I problemi connessi sono dietro l'angolo, la perdita di posti di lavoro, la diminuzione dei livelli di sicurezza, inferiore qualità dei servizi al cittadino e alle imprese.

Questi temi sono stati portati alla luce, anzi letteralmente in piazza, oggi ad Arezzo con il presidio di lavoratori delle aziende in appalto da Telecom che si è tenuto in una Poggio del Sole blindata.

Alcuni mezzi pesanti, tipici di quelli usati per salire sui pali della telefonia hanno occupato l'area. "Questi sono operai che già vengono da anni di difficoltà, riassorbiti nel settore dopo le crisi delle aziende del gruppo Mancini - spiega Alessandro Tracchi della Fiom Cgil - ma allo stesso tempo sono una manodopera altamente qualificata. Il ribasso chiesto nel piano industriale di Telecom con i nuovi appalti non è sostenibile, se non a discapito dei lavoratori stessi."

"E' stato fatto un forte investimento in tecnologie e formazione professionale per la diffusione delle nuove telecomunicazioni, con questi ribassi queste aziende non potrebbero resistere. Sono le cose assurde che si vive in questo paese che si dice sia arretrato in infrastrutture di questo tipo e poi l'unica operazione che si riesce a lanciare è quella sulla riduzione dei costi che si ripercuotono sui lavoratori, sui loro diritti e sulla loro sicurezza sui luoghi di lavoro. Quali aziende possono prendere questi appalti? Che garanzie possono dare?"

L'appello quindi alla politica, tramite il Prefetto:

"Sollecitiamo il Ministro, anche se a scadenza, e tutte le forze politiche, tramite il Prefetto, sull'urgenza e la gravità di misure come questa, che tutti se ne facciano carico."

A solidarizzare con i lavoratori anche il segretario generale della Cgil di Arezzo Alessandro Mugnai:

"Chiediamo che lo Stato riprenda dignità, la telefonia è un bene pubblico, lo Stato deve farsi garante di questa vertenza."

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