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Il Polo Universitario cerca finanziatori. Il Comune di Arezzo pronto a entrare nel Cda

Il Polo Universitario ha bisogno di una svolta per rispettare il business plan e sostenere i corsi legati all’ingegneria

C'è un'altra fondazione che opera nel territorio aretino, con soci pubblici e privati e con la mission da servizio pubblico come quella di preparare gli ingegneri del futuro, i laureti specializzati che le imprese aretine fanno fatica a trovare. E' quella che gestisce il Polo Universitario Aretino, della quale fanno parte e sono attivamente impegnati la Camera di Commercio, la Provincia, il Comune di Arezzo, le singole categorie economiche e gli altri comuni del territorio oltre che alcuni soggetti privati.

Un compito non facile quello di organizzare corsi universitari ad Arezzo, tanto che le difficoltà non mancano. La sede di Villa Severi è praticamente satura e servono nuove soluzioni, il bilancio previsionale per i corsi è importante. Ma dalle attività dell'ultimo periodo traspare la voglia di resistere e di crescere. Va in questa direzione l'appello per trovare nuovi sostenitori perché il Polo fa sapere che "sta eleborando un articolato piano di sviluppo per la formazione universitaria e l’alta formazione sulla base delle esigenze del sistema economico locale."

Punta di diamante sulla quale si poggia l'attività del Polo sono i corsi di ingegneria informatica con il Politecnico di Milano "ma è necessario quanto prima integrare tale attività attraverso una serie di iniziative mirate al miglioramento dell’offerta formativa". Leggasi: servono altri corsi, differenziati, utili al tessuto economico aretino. Servono quindi soldi, visto che le idee ci sono. Il business plan parla di cifre importanti solo per sostenere il corso di ingegneria del Politecnico, circa 100mila euro ogni anno.

Il progetto in fase di elaborazione prevede il rafforzamento delle attività formative nelle discipline dell’ingegneria maggiormente funzionali al sostegno e allo sviluppo delle imprese. Tali attività si affiancheranno a quelle già disponibili in ambito economico-giuridico con particolare riferimento all’internazionalizzazione delle imprese ed al turismo nonché attività strutturate di placement per consentire agli studenti di svolgere adeguati tirocini prima del conseguimento della laurea e di facilitare l’accesso al mondo del lavoro presso imprese ed enti del territorio.

Il progetto è condiviso da tutti gli attori, ed è considerato "strategico sia per lo sviluppo economico territoriale sia per l’impatto sociale che ne deriva", ma non ha ancora la sua sostenibilità economica. Per questo il Polo Universitario Aretino lancia l'appello per trovare nuovi soci, perché c'è bisogno di allargare la compagine sociale della Fondazione aperta a" tutti i privati cittadini, oltre alle imprese ed agli enti, che vorranno contribuire ad assicurare il successo dell’iniziativa" e che possono avere ulteriori informazioni scrivendo a fondazione@polo-uniar.it.

Ribadisce il suo impegno in questo senso il Comune di Arezzo. L'assessore Lucia Tanti ha partecipato alle ultime riunioni.

"Ho ribadito personalmente che l'amministrazione è pronta a fare la sua parte e l'interessamento è tale che abbiamo manifestato la nostra volontà a entrare a far parte di un consiglio di amministrazione con una figura dalle competenze accademiche che abbiamo già individuato. Non si sovrappone a questo il corso universitario presentato nei giorni scorsi con l'Università di Siena e Anci, un settore diverso che non c'è nemmeno a Siena."

Attualmente il Cda è composto da tre membri, con alla guida Andrea Fabianelli in rappresentanza della Camera di Commercio e poi due consiglieri, uno per la Provincia e l’altro per Confindustria. Il Comune ne vorrebbe fare parte. 

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