Perfetta simbiosi tra passato e futuro: la nuova vita della dimora Lambardi con il Palazzo Sugar

Un restauro difficile quanto capillare, sottoposto a mille vincoli, tutti rispettati ed esaltati. Il risultato, dopo anni di lavori, è una perfetta simbiosi tra passato e futuro, un luogo che sembra catapultare chi entra in un locale di una grande...

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Un restauro difficile quanto capillare, sottoposto a mille vincoli, tutti rispettati ed esaltati. Il risultato, dopo anni di lavori, è una perfetta simbiosi tra passato e futuro, un luogo che sembra catapultare chi entra in un locale di una grande capitale europea, invece siamo orgogliosamente ad Arezzo, nella parte alta di Corso Italia, dove Beppe Angiolini ha inaugurato il nuovo store Palazzo Sugar.

Palazzo Lambardi, è un edificio settecentesco appartenuto alla nobile famiglia di cui porta il nome e che adesso accoglie tra le sue antiche mura, moda, arte, cultura e una nuova visione di ospitalità. La settecentesca dimora Lambardi, si è così trasformata in un avveniristico spazio un vero Palazzo delle Meraviglie, un nuovo concetto di Wunderkammer ideato da Beppe Angiolini in collaborazione con l’architetto Vincenzo De Cotiis. Qui resti archeologici, un prezioso mosaico, un giardino, opere d’arte antica e contemporanea, installazioni ipertecnologiche si avvicendano all’interno nel nuovo concept store.

L'evento inaugurale che si è tenuto ieri ha catalizzato l'attenzione di tutta la città, ma molti sono stati anche gli invitati di settore giunti da fuori Arezzo. Non è mancato il sindaco Ghinelli, così come la prima squadra della città e poi Enzo Ghinazzi, rappresentanti delle categorie economiche. Da Palazzo Lambardi, la serata è proseguita con una cena spettacolo in Piazza Grande, la location perfetta che ha regalato la cornice più bella all'evento più glamour dell'anno.

Palazzo Lambardi e la ristrutturazione dell'architetto Vincenzo De Cotiis

Appartenuto alla nobile famiglia Lambardi, ghibellina, di origine longobarda, l’edificio deriva dalla fusione di più case a corte dei sec. XIII-XIV, impreziosito da un giardino storico. La configurazione settecentesca del palazzo costituisce uno dei pochi esempi di realizzazioni civili a carattere barocco eseguite in città.

Al suo interno e accessibili al pubblico due pavimenti musivi, in ottimo stato conservativo, che appartenevano a un’area termale (frigidarium) di una lussuosa domus romana del I secolo d.C. che rendono il palazzo un importante frammento di storia archeologica della città.

Il palazzo possedeva già una propria personalità decisa: i soffitti in legno e gli affreschi d’epoca sono stati fonte d’ispirazione per lo studio Vincenzo De Cotiis Architects che ha sviluppato il progetto di ristrutturazione e di allestimento per il multibrand store Sugar.

L’intervento si basa sulla volontà di far riemergere la memoria storica dell’edificio, rivelando i decori originali celati dalle stratificazioni del tempo; pareti e soffitti sono stati ripuliti e lasciati nella loro condizione rovinosa a mostrare la propria storia.

A caratterizzare il progetto una boiserie tecnologica, viva e pulsante, che corre lungo e pareti; il suo linguaggio marcatamente contemporaneo dialoga in armonia con la patina storica della preesistenza.

Materiali come metalli, stampe artistiche, marmi, schermi led rappresentano una sorta di nuovo impatto sull’edificio e guidano i clienti attraverso lo store.

Il palazzo è un gioco di materiali sorprendenti, declinati anche negli arredi realizzati artigianalmente con vetroresina, legno riciclato, velluti, specchi e superfici di ottone argentato; materiali che sono il dna del negozio e manifestano la volontà di ricucire la storia con la modernità attraverso un gioco sapiente e sofisticato di contrasti.

Vincenzo De Cotiis nasce a Gonzaga nel 1958. Studia architettura presso il Politecnico di Milano e, nel 1997, fonda il suo studio e l’omonima galleria.

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La bellezza della patina generata dal tempo è il leitmotiv che si ri ette sia nei suoi progetti architettonici sia negli interni per case private e spazi commerciali in tutto il mondo. Una ricerca che si basa sull’appropriazione in chiave contemporanea di materiali di recupero, spesso segnati dal tempo e dall’usura, reinterpretati mediante l’integrazione con nuovi e più preziosi. Il processo creativo è il frutto di una continua strati cazione intellettuale e artistica, alimentata da una precisa linfa artigianale.

Un’estetica intrisa di una “perfetta imperfezione”, ottenuta attraverso la s-composizione prima e la ricomposizione poi, passando dall’utilizzo di nuovi materiali e del loro potenziale espressivo generando opere che richiamano la natura nella sua accezione più astratta.

Vincenzo De Cotiis viene considerato uno dei protagonisti nel panorama internazionale del design contemporaneo.

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