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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Pedaggio per i mezzi pesanti, Fita Cna: pronti a scendere in piazza

L’associazione Toscana si scaglia contro la delibera regionale che, tra le misure per far fronte alla nascita della Società Toscana Strade, considera anche un pedaggio dei mezzi pesanti

‘Rimaniamo per l’ennesima volta sbalorditi dalle dichiarazioni del Governatore toscano Eugenio Giani e dalla volontà della giunta regionale’" dichiara Antonio Peruzzi presidente Cna Fita Arezzo, in accordo con il presidente regionale Cna Fita Toscana Michele Santoni.

Quella contro il pedaggio dei mezzi pesanti è una battaglia che l’associazione sta portando avanti da mesi, sia nei confronti della Regione Toscana che di altri soggetti. Risale infatti a pochi giorni fa la contrarietà espressa contro la previsione del Dl Infrastrutture che concede ad Anas la possibilità di creare una società in house per le infrastrutture di sua gestione, rendendole a pagamento.

"Relativamente alla Fi-Pi-Li, si è più volte richiesto un confronto con la Regione Toscana per affrontare la questione, senza tuttavia mai aver avuto riscontri. Se la strada del confronto, che Cna sempre predilige, continuerà a non essere percorribile per una chiusura politica al dialogo, allora si impiegheranno altri mezzi per far sentire la voce della categoria."

"Cna Fita non è disposta ad accettare decisioni che minano la sopravvivenza di un intero comparto economico: i mezzi pesanti sono pronti a scendere in piazza per manifestare la loro contrarietà ad essere i finanziatori di società pubbliche per la gestione di una infrastruttura. La volontà del governatore e tutta la giunta regionale di prevedere un pedaggio nei confronti di una sola categoria produttiva per di più vitale per l’economia, è un’ingiustizia che dimostra anche una mancanza di visione politica nei confronti delle infrastrutture, considerate come mero costo di bilancio e non come strumento di sviluppo di un territorio. Si è ribadito ormai troppe volte che i mezzi pesanti percorrono la superstrada non per convenienza, come erroneamente spesso pensano gli amministratori, ma per soddisfare le necessità degli insediamenti produttivi che nel corso degli anni si sono sviluppati lungo la Sgc e che quotidianamente hanno bisogno di ricevere e spedire merce. Per le imprese rappresentate, che non si sono mai fermate durante la pandemia e che, piaccia o no, sono indispensabili al tessuto economico regionale, il pedaggio sulla Fi-Pi-Li comporterebbe un danno economico insostenibile specialmente in un momento delicato come l’attuale. L’associazione è sempre stata propositiva nei confronti della Regione, mettendosi a disposizione per trovare soluzioni condivise. Tuttavia, se questa non sarà disposta ad ascoltarci ed andrà avanti nella direzione annunciata, troverà davanti a sé un mondo lavorativo che non è disposto ad accettare una scelta così scellerata."

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