Luca Parrini confermato presidente nazionale degli orafi di Confartigianato

“Così daremo un contributo determinante alle scelte politiche per il settore”

“Considero questo incarico come il risultato del forte impegno che Confartigianato Arezzo sta dedicando alla tutela delle aziende del settore orafo, facendosi carico di rappresentare il distretto orafo più grande d’Europa: con 1.200 imprese attive e quasi 8mila dipendenti il distretto orafo di Arezzo rappresenta un patrimonio di competenze e di valori non solo economici per il nostro territorio”.

Sono le parole a caldo di Luca Parrini, l’imprenditore orafo aretino, pronunciate dopo che nel pomeriggio di ieri l’Assemblea nazionale degli orafi di Confartigianato lo ha confermato presidente della categoria. Presente negli organi dirigenti dell’Associazione Orafi di Confartigianato Arezzo dal 2007, lo stesso Parrini ha ricoperto a partire dal 2012 la carica di vice-presidente e dal  2019 è il rappresentante  della categoria sia per Confartigianato Arezzo e sia nazionale. Come imprenditore ha messo a frutto l’esperienza maturata dalla famiglia nel campo della gioielleria, attraverso una produzione che prevede l’offerta di una propria linea di prodotti e la collaborazione con le griffe internazionali del lusso.

“Con la rielezione ai vertici nazionali – spiega proprio Parrini -  viene confermata la volontà  di Confartigianato Arezzo di contribuire in modo determinante all’elaborazione delle strategie da mettere in campo a sostegno del settore orafo. A questo proposito desidero ringraziare tutti i consiglieri del direttivo orafi di Arezzo con cui ci confrontiamo quotidianamente sulle azioni da intraprendere.Ci attendono battaglie importanti visto che l’emergenza sanitaria ha prodotto una vera e propria rivoluzione economica che sta modificando profondamente l’organizzazione produttiva delle nostre aziende a causa degli effetti dirompenti prodotti sulla domanda proveniente dai mercati internazionali e sulla struttura finanziaria delle imprese”.

“In questi ultimi mesi le aziende del nostro settore hanno fatto massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, spesso anticipando con risorse proprie le retribuzione dei dipendenti rimasti a casa. Ancora oggi moltissime aziende hanno ripreso la produzione richiamando al lavoro solo una parte dei loro dipendenti e l’emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare nell’immediato è stata quella di assicurare alle aziende la liquidità necessaria a garantirne la capacità di resistere alla crisi che sta colpendo i mercati internazionali”.

“Una delle nostre priorità - spiega il leader nazionale del settore - sarà quella di mettere in atto iniziative rivolte al sostegno della domanda di preziosi sul mercato interno. Con oltre 18 tonnellate di oreficeria acquistata nel 2019 quello italiano è il secondo mercato europeo per i consumi di oreficeria e riteniamo che una campagna di comunicazione in grado di rilanciare l’immagine del gioiello e stimolare i consumi di oreficeria sul mercato interno possa determinare un incremento della domanda apprezzabile non solo per i piccoli artigiani, ma anche per le aziende più strutturate”.

“Per quanto riguarda i mercati internazionali, purtroppo, le restrizioni poste agli spostamenti tra uno Stato e l’altro stanno rappresentando un serio ostacolo alle trattative con la clientela sui mercati esteri. Gli enti fieristici che da sempre offrono al settore un formidabile volano per le vendite della nostra oreficeria sui mercati mondiali hanno dovuto annullare gli eventi programmati. Abbiamo tuttavia intrapreso negli ultimi mesi una attiva collaborazione con ItalianExhibition Group per utilizzare comunque lo straordinario potenziale delle fiere orafe di Vicenza e Arezzo e tenere attivo il dialogo con i buyer presenti sui mercati esteri, promuovendo l’immagine del gioiello made in Italy”.

“Di fronte alle difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria, l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali può rappresentare una leva competitiva molto importante per dare continuità ai rapporti con i nostri clienti sui mercati esteri. Occorrerà pertanto stimolare le piccole imprese nell’adozione degli strumenti di comunicazione digitale che consentono di fronteggiare le nuove disposizioni sul distanziamento sociale e le restrizioni agli spostamenti nello spazio fisico”. 

“Occorre infine – conclude Parrini  - favorire l’accesso delle aziende del settore ai principali strumenti agevolativi messi a disposizione dal Governo, con la costituzione di reti di imprese per la realizzazione di studi di fattibilità, l’apertura di uffici commerciali all’estero, l’impiego di Temporary Export Manager e la realizzazione di portali e-commerce”.

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