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Pagamenti imprese 2020: in Toscana aumentano i ritardi gravi, Arezzo guadagna tre posizioni

Uno studio realizzato da CRIBIS testimonia quanto l'emergenza sanitaria legata al Covid-19 abbia influito sui ritardi dei pagamenti delle aziende nei confronti dei propri fornitori

L'emergenza Covid-19 ha influenzato anche i pagamenti delle aziende nei confronti dei propri fornitori. Nel 2020 - secondo lo studio pagamenti, aggiornato al 31 dicembre 2020, realizzato da CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information - i pagamenti oltre i 30 giorni hanno raggiunto il 12,8%, un dato superiore del 21,9% rispetto al 2019 e più che raddoppiato rispetto a dieci anni fa, quando era del 5,5% nel 2010. Tuttavia, le imprese che, nel nostro Paese, pagano alla scadenza sono aumentate del 2,9%, passando dal 34,7% del 2019 al 35,7% dello scorso anno. Arezzo in questa speciale classifica si piazza al 43esimo posto tra le province italiane, in Toscana è tra le migliori dietro solo a Pisa (41°). Rispetto al 2019 la nostra città ha perso 3 posizioni.

Il quadro in Toscana

La Toscana, con il 34,2% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, è al 9° posto della classifica italiana. Nel 2020 le imprese che hanno effettuato i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni sono passate al 13,4% rispetto all'11% del 2019.

Fra le province, rispetto al 2019 Siena (-1,9%) e Grosseto (-0,4%) sono le uniche a far registrare un decremento nei pagamenti puntuali, che invece aumentano di oltre il 10% a Lucca (+14,6%), Livorno (+11,5%) e Prato (+10,5%). Nella classifica delle province, in regione la migliore è Pisa (41°), seguita da Arezzo (43°), Pistoia (46°), Prato (49°), Lucca (50°), Siena (52°), Firenze (59°), Massa (62°), Livorno (67°) e Grosseto (76°). 

A confronto con il 2019, Grosseto è fra le province italiane che hanno perso più posizioni (9); Livorno ne perde 7, Siena 2, mentre Massa, Lucca e Pisa ne guadagnano 7, Pistoia 5, Arezzo e Prato 3; invariata la posizione di Firenze.

La situazione in Italia

Tra le regioni la situazione è peggiorata soprattutto in Valle d’Aosta (+41,5%), Friuli – Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+35,8%), Piemonte (+30,9%) e Lombardia (+30,3%). Mentre a livello provinciale le ripercussioni più pesanti sui tempi di pagamento delle aziende si sono registrati, nell’ordine, a Lodi (+64,3%), Belluno (+54,2%), Asti (+53,8%) e Pordenone (+50%). Nonostante il peggioramento della situazione, Lombardia e Veneto sono la terza e la quarta regione italiana con meno ritardi gravi in assoluto (rispettivamente 8,6% e 9,1%), alle spalle del Trentino – Alto Adige (6,6%) e dell’Emilia-Romagna (8%). Ancora una volta il Nord Est è l’area geografica più affidabile, con il 43,6% di pagamenti regolari, mentre la situazione è più problematica al Sud e nelle Isole, dove è puntuale solo il 23% delle imprese.

“I dati evidenziano come rispetto all’anno precedente – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS - in 5 regioni del Nord Italia i ritardi gravi si sono incrementati dal 30 al 40%. L’impatto negativo dell’emergenza sanitaria si ripercuote soprattutto sulle imprese di piccole dimensioniIn particolare, soffrono le microimprese che, pur essendo le più virtuose con il 37,3% di pagamenti alla scadenza, hanno anche la quota più elevata di ritardi gravi (13,8%), insieme alle piccole (8,7%). Lo sviluppo della pandemia fino alla seconda ondata ha ulteriormente colpito i settori già in sofferenza per il lockdown, quali bar e ristoranti, il trasporto aereo, i servizi ricreativi e il settore cinematografico, tutti agli ultimi posti nel ranking della puntualità nei pagamenti”.

Lombardia e Emilia-Romagna sono le regioni con la maggiore presenza di imprese che rispettano i termini di pagamento, rispettivamente con il 45,3% e il 44,8%, seguite da Veneto (43,4%), Marche (42,4%) e Trentino-Alto Adige (42,1%). La Sicilia, invece, oltre ad occupare l’ultima posizione in questo ranking (19,5%), detiene il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni (22,8%), seguita da Calabria (22,6%) e Campania (20,9%).

Nel 2020 Sondrio scalza Brescia dal vertice della classifica delle province più puntuali, graduatoria che vede Bergamo, Lecco e Trento nelle prime posizioni. L’ultimo posto è appannaggio di Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Vibo Valentia.

Il settore merceologico più puntuale è quello dei Servizi finanziari (47,9%), seguito da quello delle Costruzioni (42%), mentre il Commercio al dettaglio, dove i pagamenti alla scadenza interessano solo il 25,1% delle imprese, è quello con la situazione più critica, con un’incidenza di ritardi gravi pari al 20%. Rispetto al 2019, la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre i 30 giorni si registra nei settori della Manifattura (32,4%), del Commercio al dettaglio (19,8%), dei Servizi (17,2%) e del Commercio all’ingrosso (16,3%).

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