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OroArezzo: ai nastri di partenza l'edizione 2024 tra novità e conferme

I player esteri per i gioielli nuziali, diamanti, rivisitazioni dei classici: Turchia, Spagna e Portogallo scelgono la piattaforma aretina per il loro business

Votata all’export, marcatamente internazionale e pronta a riconoscere i talenti. Tra i nomi di spicco degli espositori a Oroarezzo 2024, la manifattura orafa e argentiera è pronta a ritrovare i mercati esteri di riferimento del primo distretto produttivo italiano: Emirati Arabi, Turchia, Stati Uniti, Hong Kong e Francia; cinquina che vale più del 65 per cento dell’export di settore per un valore di 1,6 mld (fonte: Federorafi). Ad Arezzo Fiere e Congressidall’11 al 14 maggio prossimi, per la 43ª edizione della manifestazione firmata da Italian Exhibition Group, in vetrina la manifattura Made in Italy, con tutte le varietà di catene in oro o argento, i semilavorati e la componentistica, le chiusure per collane, assieme a una sempre maggiore offerta di produzione gioielliera. Vocazione internazionale confermata anche dai player esteri che hanno scelto la manifestazione di IEG per il loro business. Sempre più diffusa la certificazione JRC che attesta l’impegno per forniture e lavorazioni etiche e responsabili dei metalli preziosi.

Tra gli espositori più rappresentativi della manifattura orafo-argentiera italiana, i buyer internazionali troveranno gli stand di Richline Italia, specializzata nella creazione di orecchini, anelli e schiave dal design classico e senza tempo; Giordini che, giusto quest’anno, arriva al traguardo dei 60 anni di storia nella creazione di beni di lusso curati nei minimi dettagli, frutto di una continua ricerca stilistica e tecnologica, e Omega Art, che ha fatto della texture delle catene una vera e propria espressione artistica. Ancora per la manifattura di Arezzo, la varietà di disegno delle catene in oro e argento di A.M.P., di Coar e di Croma Catene, produttori che hanno coniugato precisione tecnica, design e spirito fashion; Quadrifoglio e Silo per semilavorati e chiusure personalizzabili su produzioni white label, per piccoli o grandi brand. Presenza immancabile a Oroarezzo, Unoaerre porterà la sua vasta gamma di prodotti: dalle fedi alle catene, dai classici ai gioielli finiti in oro e argento. E poi, le vicentine Alessi Domenico che impreziosisce le catene con diamanti incastonati a mano o sperimenta fusioni di argento e rutenio con risultati cromatici unici; Karizia, certificata Jewellery Responsible Council, che ha fatto del design e della libertà espressiva la propria cifra stilistica, fino a rendere la catena un elemento dell’outfit. E la trevigiana Chrysos, rinomata per la sua eccellenza tecnologica. Ancora per il segmento “customizzabile”, le vicentine F.lli BovoVeneroso e D'Orica, assieme alle aziende “di casa” Gold Art e Artlinea. Per la produzione gioielliera, dal distretto di Valenza: Moraglione 1922Giloro e New Ander.

Tra le aziende estere che scelgono la piattaforma di Oroarezzo, le turche Zen Diamonds e Arpas. Il primo è produttore di gioielli con diamanti soprattutto nuziali e di fidanzamento tra i più importanti in Europa e Medio Oriente in questo segmento; da una decina d’anni tra i maggiori esportatori di gioielli turchi nel mondo. Il secondo, negli anni è cresciuto fino a diventare una delle più grandi aziende di produzione di gioielli in oro argento e diamanti del mondo; primo produttore in Turchia a essere certificato RJC nel 2016. E ancora: la spagnola Alias Concept che nell'arco di 15 anni si è conquistata una posizione peculiare nel distretto produttivo di Cordoba, grazie all'incorporazione di pietre preziose e semi-preziose nei suoi gioielli. L'azienda andalusa è certificata RJC. Mentre la portoghese Galeiras utilizza tradizionalmente oro e argento nei suoi gioielli, caratterizzati da interpretazioni accattivanti delle forme classiche.

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