Oro, pelle e scarpe: la moda aretina conquista i mercati esteri

Meno male che ci sono le esportazioni. Sono disponibili i dati complessivi dei primi tre quadrimestri del 2017 che vedono l'export dei distretti aretini recitare un ruolo da protagonista - sopratutto nel comparto moda - nel trainare la regione...

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Meno male che ci sono le esportazioni. Sono disponibili i dati complessivi dei primi tre quadrimestri del 2017 che vedono l'export dei distretti aretini recitare un ruolo da protagonista - sopratutto nel comparto moda - nel trainare la regione Toscana verso un risultato più positivo della media nazionale: +7% rispetto allo stesso periodo del 2016, con media nazionale che si attesta sul +4,9%.

I distretti tradizionali toscani hanno realizzato nei primi nove mesi del 2017 esportazioni per 10,8 miliardi con una variazione di oltre 700 milioni rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Recita così l'analisi del Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca Cr Firenze, con "buon andamento delle esportazioni risulta diffuso per quasi tutte le realtà distrettuali: 12 dei 17 distretti monitorati hanno incrementato le vendite verso i mercati esteri".

Si confermano centrali le specializzazioni del comparto moda con la Pelletteria e Calzature di Firenze (+237 milioni; +9,4%), la Pelletteria e Calzature di Arezzo (+128 milioni; +40,0%), l’Abbigliamento di Empoli (+95 milioni; +10,3%) e l’Oreficeria di Arezzo (+93 milioni; +7,0%).

Benissimo quindi, pelle e scarpe, con Prada a giocare un ruolo chiave, e l'oro di Arezzo, che tuttavia, tra il 2016 e il 2017 ha registrato buone performance anche per via del prezzo in salita delle materie grezze.

Così le altre realtà

Anche i distretti prevalentemente posizionati a monte della filiera evidenziano risultati positivi - prosegue il report - in particolare il Tessile e Abbigliamento di Prato (+46 milioni; +3,5%) e la Concia e Calzature di S. Croce (+21 milioni; +3,2%). I distretti del calzaturiero del Nord della Toscana, invece segnano risultati meno incoraggianti: il Calzaturiero di Lucca segna un calo del 14,1% e il Calzaturiero di Lamporecchio risulta allineato ai risultati 2016.

Rafforza la propria crescita nel terzo trimestre il distretto Florovivaistico di Pistoia e realizza un incremento complessivo nel periodo gennaio-settembre di circa 15 milioni (+8,2%). Sempre positivi anche se con una leggera flessione rispetto ai primi due trimestri i distretti del Marmo di Carrara (+29 milioni; +5,7%) e dei Vini del Chianti (+12 milioni; +2,5%). La contrazione del terzo trimestre non impedisce invece al distretto della Nautica di Viareggio di realizzare una crescita significativa nel 2017 (+97 milioni; +23,8%).

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Sostanzialmente stabile il distretto del Cartario di Capannori che riesce a confermare i livelli massimi del 2015. In calo i distretti dell’Olio toscano (-68 milioni; -16,3%) complice una stagione produttiva tra le peggiori degli ultimi anni, il Mobile imbottito di Quarrata (-2 milioni; -3,2%) e la Ceramica di Sesto Fiorentino (-1 milione; -4,9%).

La Svizzera diventa il primo paese di destinazione dell’export distrettuale nel 2017 con un incremento di oltre 380 milioni rispetto al 2016, grazie al consolidamento del ruolo di polo logistico per alcuni importanti operatori dei distretti della moda. Il sorpasso è avvenuto a danno degli Stati Uniti (-14,8%) che risentono in particolare del calo di esportazioni nel distretto della Nautica, influenzato dal tipo di operatività articolata su un arco temporale pluriennale. In ripresa le esportazioni verso i nuovi mercati che rappresentano più di un terzo dell’export distrettuale.

Nelle specializzazioni tecnologiche continua ad essere molto dinamico il Polo farmaceutico toscano che nei primi nove mesi del 2017 ottiene una crescita di oltre 520 milioni (rispetto al corrispondente periodo del 2016), grazie al traino di Francia (+171 milioni; +101,6%) e Stati Uniti (+152 milioni) che diventano il terzo mercato di sbocco rispetto alla nona posizione del 2016.

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