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Immagine di repertorio

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Vaccino e digitalizzazione per risollevare l'oreficeria aretina. Giordini: "Ad aprile torna OroArezzo"

La gioielleria e bigiotteria nel primo semestre del 2020 registrano una flessione sull'export del 44,6%

L'incremento della vaccinazione e poi il ritorno ad eventi in presenza di ampio respiro. Su questi aspetti si concentrano le speranze degli orafi aretini che guardano al 2021 con la stessa apprensione di chi cerca una strategia percorribile per uscire dal tunnel Covid. Se l'inizio dell'anno ancora presenta rallentamenti ed incognite, la fiducia viene riposta nella secondo semetre. "Ci auguriamo - ha dichiarato la presidente della sezione oreficeria e gioielleria di Confidustria Toscana sud Giordana Giordini a Milano Finanza - di tornare verso una normalità grazie al vaccino". Così come cristallizzato dalle ultime rilevazioni della Camera di Commercio Arezzo-Siena, il 2020 è stato un anno che ha presentato varie criticità dal punto di vista dei risultati. Analisi confermata in pieno dai dati riguardanti l'export dell'oro. Sì perché se da un lato sono stati venduti oltreconfine oltre 2,87 miliardi di euro di metalli preziosi (oro in lingotti) nel primo semestre 2020 (+80,1%), dall'altro la gioielleria e bigiotteria nello stesso periodo registrano una flessione del 44,6%. Un pugno allo stomaco per la città dell'oro che però guarda al futuro con grande speranza e investendo risorse ed energie nella digitalizzazione. 

"Il fatto che ci sia stata un’impennata dell’oro come bene rifugio è un dato negativo per la vivacità del mercato - ha aggiunto Giordini - Il 2020 è andato male, con i mesi di lockdown, che l’Italia ha scontato per prima, che ci hanno fatto perdere anche alcune commesse dirottate verso Paesi come Cina e Turchia. Se a settembre e ottobre abbiamo recuperato alcuni punti percentuali rispetto al -30% di giugno, il nuovo stop di novembre a livello europeo non ha aiutato e per questo stimiamo un calo nei 12 mesi di almeno il 20%. Non siamo stati fermi sul fronte digitale, che è cresciuto del 30% ma partendo da numeri piuttosto bassi. Abbiamo cercato nei mesi più duri di alimentare il lavoro della filiera ottenendo altresì finanziamenti per la liquidità e per l’anticipo della cassa integrazione, per questo non prevediamo chiusure di attività. Inoltre, crediamo che il salone OroArezzo, riprogrammato ad aprile, possa ottenere buoni risultati di partecipazione, anche grazie al supporto dell’organizzatore Ieg - Italian exhibition group che si sta interessando al nostro territorio".

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