Economia

OroArezzo, tra folla e aspettative di ripresa: taglio del nastro della 39esima edizione. Nencini: "Ora la tracciabilità del made in Tuscany"

Taglio del nastro in un bagno di folla per la 39esima edizione di OroArezzo che si svolgerà negli spazi di Arezzo Fiere fino al prossimo 8 maggio. A dare il via a questa edizione, che porta con sé tante aspettative, presenti  il viceministro...

oroarezzo70

Taglio del nastro in un bagno di folla per la 39esima edizione di OroArezzo che si svolgerà negli spazi di Arezzo Fiere fino al prossimo 8 maggio.

A dare il via a questa edizione, che porta con sé tante aspettative, presenti il viceministro Riccardo Nencini, il presidente di IEG Lorenzo Cagnoni, Andrea Boldi di Arezzo Fiere, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e l'assessore alle infrastrutture della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli.

La Fiera vede impegnati oltre 600 operatori che rappresentano le eccellenze produttive dei principali poli orafi italiani mentre saranno 450 i buyer provenienti da tutto il mondo.

E' iniziato con le parole di Vasari il saluto del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini: "Ogni mattina quando si reca al mercato il mercante deve pensare a come disporre la merce e al prezzo a cui proporla ogni sera a come produrla e a come vincere la concorrenza." Oggi è come allora, solo più in grande e con mezzi più potenti. Un intervento nel quale Nencini ha sintetizzato i tre impegni che il governo attuale lascia al prossimo: "La definizione di una legge per verificare la tracciabilità del "made in Tuscany", l'agevolazione per lo sviluppo dell'impresa 4.0, la promozione di relazioni tra il mondo orafo aretino e quello universitario".

OroArezzo ha preso il via in un momento di ripresa nel settore orafo-gioielliero, che ha chiuso il 2017 in recupero, dopo un anno problematico come il 2016.

"Gli ultimi dati - spiega Ieg - confermano quanto evidenziato già a gennaio dall'Osservatorio sul Settore Orafo-Gioielliero del Dipartimento di Business Strategy di Italian Exhibition Group e più recentemente dall'Osservatorio sul Settore Orafo-Gioielliero di Vicenzaoro. Le nostre analisi, basate sui dati di Istat e sulle elaborazioni della Direzione Studi e Ricerche di Intesa San Paolo e del Club degli Orafi Italia, mostrano, infatti, come le esportazioni italiane abbiano registrato un aumento del 12% in valore per il complesso della gioielleria e bigiotteria (del 12,7% per la sola componente in metalli preziosi che cresce anche del 6% in quantità).

"Abbiamo sempre grandi aspettative dalle fiere - spiega Giordana Giordini, presendente provinciale di Federorafi - , quest'anno in particolare, con la nuova apertura al mercato di Dubai con l'eliminazione del 5 per cento dell'Iva ci fa partire con il piede giusto. Quello di Dubai resta infatti il mercato principale per il distretto di Arezzo, nonostante i cali e le flessioni degli ultimi anni lo consideriamo sempre il mercato di riferimento. Vorrei però sottolineare anche la ripresa del mercato americano, che ci fa ben sperare".

L'indice di fatturato totale del settore nel 2017 è cresciuto in media del 8,9% rispetto al 2016. Nello specifico: la media dell'indice di fatturato legato alla domanda nazionale è in aumento del 5,6%, quella dell'indice di fatturato estero è in crescita del +10,5%. Infine l'indice medio di produzione nel 2017 è aumentato del 15,6%.

L'andamento dei consumi a livello mondiale nel 2017 è in stato in crescita del +6%. Il fenomeno è da attribuirsi soprattutto alla ripresa dei consumi in India che registra un +32%. Ottimi i tassi registrati anche Russia (+14%), UAE (+10%) e USA (+3%). La Cina, secondo mercato di destinazione, invece fa registrare a livello tendenziale un -6%. Mentre si segnalano i cali di Gran Bretagna (-14%), Egitto (-17%) e Arabia Saudita (- 24%). In quest'ultimo paese hanno chiuso molti negozi di gioielleria e oro negli ultimi mesi dell'anno a seguito delle scelte di politica economica denominata «saudization». Nei restanti paesi monitorati la domanda di gioielleria è sostanzialmente stabile rispetto al 2016.

È in questo contesto che si inserisce OroArezzo, la manifestazione che valorizza la migliore produzione orafa Made in Italy. Il Distretto aretino risulta, in base alle ultime rilevazioni statistiche, il secondo polo italiano per esportazioni di gioielleria e bigiotteria. Arezzo ha chiuso il 2017 con 1,9 miliardi di ? di esportazioni, il 5,5% in più rispetto al 2016, creando un clima di fiducia anche per i risultati attesi nel 2018. La crescita è stata determinata dall'ottimo andamento dei fatturati riferiti all'area di Hong Kong (+21,6% a/a, secondo mercato di sbocco, dietro agli Emirati Arabi Uniti, con un peso del 14,1% sul totale del fatturato estero) e sul mercato in forte sviluppo della Turchia (+22,8%), che compensano la contrazione, pur se in fase di recupero, dei paesi del Golfo.

"E' un momento di rilancio del settore - dice Andrea Boldi di Arezzo Fiere e Congressi - l'Italia è entrata nella Convenzione di Vienna e ci sono tutte le permesse per una fiera dagli ottimi risultati".

Boldi ha poi salutato con orgoglio i rappresentanti della delegazione russa e dei paesi dell'Est presenti in sala con i quali ha auspicato un'ampia collaborazione in termini di investimenti, scambi commerciali, trasferimento del know how italiano e reperimento della materia prima di cui i paesi dell'est sono ricchi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

OroArezzo, tra folla e aspettative di ripresa: taglio del nastro della 39esima edizione. Nencini: "Ora la tracciabilità del made in Tuscany"

ArezzoNotizie è in caricamento