"In apnea da mesi". Ordini ridotti e liquidità scarsa: l'appello degli orafi

Uno scenario particolarmente difficile quello descritto da Giordana Giordini, presidente della sezione oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana Sud. Timidi segnali di risveglio ma le aziende sono in difficoltà

Da mesi senza ossigeno e con ordinativi così tanto ridotti da rendere il ritorno alla normalità arduo e farraginoso. Il quadro delienato è quello che riguarda il comparto dell'oreficeria e gioielleria. Motore trainante dell'economia aretina, nell'era del post Covid, sta vivendo più di altri momenti di grande ed importante sofferenza.

L'assenza di fiere e la grande difficoltà degli spostamenti, oltre alla chiusura di importanti mercati esteri, hanno contribuito a creare quello che si dice un cocktail esplosivo per gli imprenditori e lavoratori. A farsi portavoce delle diffilcoltà del settore è Giordana Giordini, presidente della sezione oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana Sud. “All’orizzonte si iniziano a scorgere i primi segnali incoraggianti ma ora, più che mai, abbiamo bisogno di un aiuto che non possiamo più darci da soli – dice Giordini – siamo praticamente in apnea da quasi 6 mesi: l’emergenza Covid-19 e il successivo lockdown ha colpito in pieno le aziende orafe che erano nel pieno della propria attività. Abbiamo archiviato un 2019 con dati assolutamente positivi, soprattutto per quello che riguarda l’export e anche il 2020 si era aperto molto bene, con una vivace Fiera di Vicenza foriera di tanti contatti da sviluppare. Poi, improvvisamente, l’emergenza Covid, il lockdown e il conseguente annullamento a catena di tutta una serie di importanti appuntamenti per i quali stavamo preparandoci con grandi aspettative (a marzo le fiere di Hong Kong e Istanbul, ad aprile Oro Arezzo e a maggio la fiera di Las Vegas per un settore come il nostro, trainato dall’export, gli effetti dell’epidemia sono stati dirompenti".

Nelle ultime settimane, soprattutto dai mercati arabo e americando, sono arrivati dei piccoli segnali di risveglio. "Si tratta per ora di piccoli ordini, non sufficienti a capovolgere la situazione, ma che sicuramente sono in controtendenza e che ci fanno ben sperare in una graduale ripresa, apprezzabile già a partire dai primi mesi del 2021”. Nel frattempo però le aziende devono trovare un modo per restare a galla e tornare quanto prima competitive oltre che pronte ad agganciare quella ripresa tanto agoniata di cui si intravedono i segnali ma dalla quale ci separano ancora lunghi mesi. “Il problema più urgente in questo momento è quello della liquidità, stanti le gravi conseguenze causate dall’assenza di domanda e dalla carenza temporanea di lavoro ed è per questo che reputiamo necessario intervenire senza indugio su due fronti: prolungamento della cassa integrazione e moratoria dei finanziamenti - dice Giordini – sul primo punto evidenziamo che l’attuale normativa in materia di cassa integrazione per Covid 19 prevede la possibilità di ricorrere a 14 settimane di cassa integrazione ordinaria o in deroga per periodi decorrenti dal mese di febbraio 2020 al 31 agosto 2020, con possibilità di richiedere ulteriori 4 settimane. Le aziende del nostro settore però, proprio per gli impedimenti oggettivi prima ricordati, hanno esaurito tutte le 18 settimane a disposizione già in questo mese di luglio. E’ quindi fondamentale che venga previsto un periodo aggiuntivo di cassa integrazione per coprire il periodo settembre / dicembre 2020 che si prevede estremamente duro. Per quanto invece concerne la moratoria dei finanziamenti, in scadenza il prossimo 30 settembre, è essenziale che essa venga prorogata di almeno altri 6 mesi proprio per garantire alle aziende quel minimo di ossigeno che le aiuterà a far fronte ai tanti pagamenti, costi di gestione e adempimenti fiscali che non si sono mai fermati nonostante l’emergenza Covid-19. Nel frattempo stiamo organizzando una serie di incontri operativi con tutto il sistema bancario, per affrontare insieme tali problematiche e trovare soluzioni di rapido aiuto per le nostre aziende. Tre sono i punti sui quali ci focalizzeremo: oltre alla moratoria sulle rate di rimborso dei finanziamenti, la moratoria degli interessi sul prestito d’uso e quella sul portafoglio commerciale anticipato. Nel frattempo sembra che l’iniziativa intrapresa poche settimane fa insieme alla Camera di Commercio e a Federorafi per evidenziare le difficoltà del settore ai parlamentari di riferimento del nostro territorio abbia ottenuto la dovuta attenzione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Speriamo, quindi, che su questo fronte giungano già nei prossimi giorni segnali concreti”.

Il pesidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena Massimo Guasconi

"Esprimo la mia più viva soddisfazione per il contenuto della risposta che il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato all’interrogazione sul distretto orafo di Arezzo, presentata nella Xª Commissione della Camera dei Deputati dagli onorevoli Cenni e Padoan. La disponibilità del Governo ad attivare in tempi rapidi un tavolo di confronto sulla della oreficeria-gioielleria italiana e gli altri impegni assunti, costituiscono un risultato importante per uno dei  settori più rilevanti del nostro sistema produttivo. Camera di Commercio, assieme agli altri Enti territoriali ed alle Associazioni economiche di categoria, si è particolarmente impegnata, in questi mesi, a sensibilizzare i nostri rappresentanti nei vari livelli istituzionali alle problematiche del settore e soprattutto per individuare le misure operative più urgenti a favore delle imprese del comparto, ad iniziare da quelle necessarie a rilanciarne le esportazioni. Particolarmente importante, in tal senso, è l’assicurazione data dal Ministero ad operare per una rapida ratifica della Convenzione di Vienna, trattato fondamentale per facilitare il commercio delle nostre produzioni in Europa. Peraltro il Laboratorio della nostra Azienda Speciale “Arezzo Sviluppo” sta terminando proprio in queste settimane il complesso iter necessario all’accreditamento di “Ufficio del saggio” come previsto dalla convenzione stessa. Ringrazio quindi gli Onorevoli Cenni e Padoan che, assieme a tutti gli altri parlamentari eletti nel territorio, senza differenziazione partitica, si stanno fortemente impegnando a tutela del nostro comparto orafo".

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