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Occupazione femminile e parità di genere. Continuano gli incontri di progetto "Femina"

Proseguono gli incontri del progetto europeo "Femina" che vede come capofila “Arezzo Innovazione “ a la Camera di Commercio di  Arezzo-Siena come partner

L'Italia ha uno dei tassi di occupazione femminile tra i più bassi in Europa ed una presenza assolutamente limitata delle donne in posizioni  di vertice. 

Il Global Gender Gap Index ricorda come lavoro e politica siano gli ambiti in cui le disuguaglianze di genere sono particolarmente marcate in tutti i paesi del mondo, più di quanto accada per l’istruzione o la salute. In base agli ultimi dati disponibili, l’Italia si trova al 118° posto di una classifica con 144 paesi per quanto riguarda la partecipazione e le opportunità economiche e al 46° per rappresentanza politica. 

 Permangono ancora molti ostacoli che limitano le donne nell’esprimere la propria creatività e professionalità nel mondo del lavoro. Di fronte a questo scenario le istituzioni, nazionali e sovranazionali, sono chiamate ad attivare interventi finalizzati a sostenere e a far crescere ruolo e presenza femminile, superando il divario di genere esistente in molti settori e paesi.

Nasce da questa esigenza il progetto progetto europeo Femina – Boosting competitiveness through female participation in high-tech enterprises in S3 sectors, che è stato selezionato, assieme ad altri 59 progetti, nell'ambito del programma INTERREG EUROPE. 

Il progetto Femina, che  ha tra i partner italiani Arezzo Innovazione e Camera di Commercio  intende individuare gli strumenti politici e normativi che possano permettere di superare il divario di genere esistente nelle PMI europee ad alta tecnologia. Sono tre , in particolare, i temi  sviluppati dal progetto: le barriere all'imprenditorialità femminile, le barriere di accesso al lavoro e alle progressioni di carriera nelle PMI ad alta tecnologia e i bassi livelli di attenzione alla dimensione di genere nell'innovazione.

Il 24 e 25 ottobre scorso Arezzo innovazione, in veste di capofila del progetto Femina, ha partecipato ad un meeting europeo in Norvegia, portando l'esperienza italiana e discutendo sulle possibilità di promuovere il ruolo femminile nelle imprese ad alto contenuto innovativo e tecnologico.

Si è trattato del terzo meeting interregionale di livello europeo convenzione per il un progetto finanziato dall'UE che mira a individuare, attuare, monitorare e valutare le misure politiche per abbattere le barriere di genere nell'imprenditorialità, nei programmi di avanzamento di carriera e di finanziamento pubblico per la ricerca e il sostegno alle imprese.

Sono stati due giorni estremamente interessanti che hanno permesso di entrare in contatto con realtà europee di alto profilo. La nostra delegazione ha visitato il laboratorio di Meccatronica dell'Università di Agder (Grimstad), l'asilo Hokus Pokus del campus, gestito dall'Associazione studentesca, concreto esempio di iniziativa a sostegno delle pari opportunità e di politiche di gender equality, ed ha partecipato ad un seminario di esperti durante il quale sono state presentate varie testimonianze di relativamente a progetti, corsi ed iniziative in cui la politica di genere è il driver per rafforzare e promuovere il un ruolo attivo e di valore delle donne anche nei settori hi-tech solitamente considerati “maschili”.

"Più donne in affari fanno bene agli affari. Occorre sensibilizzare maggiormente gli uomini sul l'importanza economica dell'uguaglianza e della diversità" ha dichiarato Kamilla Fredriksen, membro di TENK – una rete tecnologica per le donne.

Tra i 50 partecipanti alla convention del progetto Femina, i partner dei progetto di sette paesi Spagna, Italia, Romania, Paesi Bassi, Grecia, Svezia, Norvegia hanno condiviso esperienze e lavorato insieme per individuare politiche in grado di aumentare il numero di donne occupate nel settore hi-tech.

“Nei settori ad alta tecnologia di tutta Europa, nonostante le recenti tendenze positive, le differenze di genere sono ancora significative. Solo il 33% dei ricercatori sono donne, concentrate soprattutto nelle scienze sociali e mediche. È dimostrato che il contributo delle donne contribuisce al successo della ricerca e dell'innovazione. Gli studi suggeriscono che colmare il divario di genere genererebbe un aumento economico equivalente ad un aumento del PIL del 13%”, ha dichiarato Sara Bonci di Arezzo Innovazione Italia.

La sfida posta è quindi, soprattutto, di natura culturale, ma, grazie anche alla in collaborazione con la Camera di Commercio di Arezzo-Siena, partner del progetto, l’obiettivo è quello di mettere a valore queste esperienze e identificare delle opportunità concrete sul territorio.

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