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Nuove assunzioni in casa Ubi Banca. Dalla Fabi: "E ad Arezzo? La nostra città trascurata"

"Un importante accordo è stato firmato a Bergamo giovedì 6, fra i sindacati e il Gruppo UBI Banca: nuovi prepensionamenti volontari, contestuali nuove assunzioni e un risparmio annuo di costi per l’azienda pari a 28,5 milioni di euro; ottimo...

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"Un importante accordo è stato firmato a Bergamo giovedì 6, fra i sindacati e il Gruppo UBI Banca: nuovi prepensionamenti volontari, contestuali nuove assunzioni e un risparmio annuo di costi per l'azienda pari a 28,5 milioni di euro; ottimo lavoro, per quel che compete al sindacato".

A fare il punto della situazione è Fabio Faltoni, segretario provinciale della Fabi.

"Però, per quel che concerne la proprietà e a proposito di nuove assunzioni (si parla di centinaia da qui al 2020, si parlava di un migliaio nell'arco della durata del piano industriale), non vorremmo che la banca si concentrasse solo su alcuni territori, segnatamente il nord Italia, per trascurare il centro, segnatamente la Toscana, l'Umbria e Arezzo. Non vorremmo che, fra le dieci banche che hanno formato UBI, si guardasse con maggiore simpatia verso alcune di esse, per trascurare ad esempio la ex BancaEtruria. Non vorremmo cioè che, per le nuove assunzioni, la banca avesse - in base alla provenienza - candidati di serie A e di serie B.

Come UBI sa bene, al termine dell'esperienza della vecchia BancaEtruria, su 1.500/1.600 dipendenti circa, ve n'erano una trentina o poco più a tempo determinato di lungo corso, colleghi che avevano lavorato con noi alcuni o anche molti anni, sommando i vari continui rinnovi di contratto. Lavoratori che erano stati a suo tempo selezionati dalla banca, testati, formati e confermati, adibiti anche a ruoli delicati; lavoratori che hanno efficacemente affiancato i colleghi più "vecchi" anche nel pieno di quella tempesta che fu la cancellazione delle obbligazioni subordinate. Insomma, nostri colleghi a tutti gli effetti. Lavoratori, questi, che ad oggi - ovviamente a quanto ci consta - né sono stati assunti né sono stati chiamati per un colloquio, nonostante nostre continue sollecitazioni.

Ora, tra le centinaia di nuove assunzioni previste dal Gruppo UBI, siamo certi possano rientrare benissimo anche quei pochi - forse oggi un numero ancora minore - rimasti fuori, per mera sfortuna, nei passaggi fra le varie ragioni sociali e le varie governance della ex Etruria. Ci auspichiamo che vengano presto convocati per la meritata assunzione. Non solo, ma un eguale atteggiamento speriamo UBI voglia tenere nei confronti dei dipendenti ex Memar.

Stiamo parlando di assunzioni, doverose dal nostro punto di vista, che ammonterebbero all'incirca al 5% per cento delle nuove assunzioni previste dall'originario piano industriale, allo 0,25% dell'attuale forza lavoro del Gruppo UBI, superiore ai ventunomila dipendenti.

Valorizzare i nuovi territori di UBI e avere un atteggiamento aperto ed inclusivo con le banche acquisite, si deve dimostrare continuamente coi fatti e anche in queste piccole cose; che poi così piccole non sono. Oltre che a Bergamo, Brescia o in Lombardia, assumere anche ad Arezzo, in Toscana, in Umbria e nella ex Etruria può certamente aiutare UBI a "Fare banca per bene", come dice il suo slogan, anche dalle nostre parti".

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