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Assunzioni, è crollo (-33%). L'analisi: "Giovani aretini scoraggiati, alcuni non cercano nemmeno più lavoro"

Così il mercato del lavoro nell'anno nero dell'economia, il focus della Camera di Commercio di Arezzo e Siena

Assunzioni crollate del 33% nel 2020 rispetto all'anno precedente, ricorso alla cassa integrazione 37 volte volte in più del 2019. A soffrire per questa situazione sono soprattutto i giovani, che, "scoraggiati", si affaccerebbero con scetticismo al mercato del lavoro. Molti di meno, infatti, sono quelli iscritti ai Centri per l'impiego del territorio, rispetto al passato.

I dati emergono dall'analisi sulle previsioni occupazionali delle imprese nell'Aretino, sull'accesso alle ore di cassa integrazione e sulla situazione degli avviamenti ed iscrizioni ai Cpi (Centro per l'impiego), tre dei più importanti indicatori dello stato di salute del mercato del lavoro in provincia. "Si tratta di dati non facilmente aggregabili soprattutto a causa dei differenti periodi temporali presi in esame ma che comunque, in un momento così delicato per il nostro sistema economico pesantemente condizionato dall’emergenza Covid 19, consentono di tracciare un primo bilancio occupazionale per il 2020", spiega la Camera di Commercio di Arezzo e Siena.

Il commento del presidente Guasconi

“Il Report annuale Excelsior – commenta il presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi – evidenzia come l’emergenza sanitaria abbia frenato i programmi di assunzioni delle imprese con una flessione del 33% rispetto al 2019. Le entrate programmate dalle imprese dell’industria e dei servizi per l’intero 2020 sono state nella provincia di Arezzo 14.740 rispetto alle 22.040 del 2019. Nei mesi del lockdown il calo è stato più intenso, per poi attenuarsi nella parte centrale dell’anno; negli ultimi mesi del 2020 però la seconda ondata ha contribuito ad una ulteriore contrazione delle assunzioni programmate. Ovviamente si registra una flessione anche nella quota di imprese che hanno dichiarato di assumere nel corso dell’anno: sono state il 43% rispetto al 59% del 2019. La frenata dei piani di reclutamento del personale ha interessato tutti i settori ma è stata più marcata nell’accoglienza e nella ristorazione e in alcuni comparti manifatturieri. Così come a livello nazionale, si registra una accentuata polarizzazione del profilo professionale delle entrate: aumentano le quote di richiesta dei dirigenti, specialisti e tecnici e di operai specializzati mentre scende quella delle figure intermedie. Il quadro complessivo mostra quindi un sistema imprenditoriale certamente colpito dalla crisi economica innescata dalla pandemia ma anche fortemente impegnato a contrastarne gli effetti più penalizzanti accelerando sulla trasformazione digitale delle imprese, sulle modifiche dei modelli di business e sulle innovazioni organizzative. Una trasformazione che può essere colta anche nella accresciuta domanda di competenze professionali digitali e green.”

Il commento del segretario generale Randellini

“I dati riferiti all’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (Cig)  in provincia di Arezzo nel periodo gennaio-novembre 2020– spiega il Segretario Generale dell’Ente Marco Randellini - ci forniscono un altro importante indicatore sul mercato del lavoro aretino. Complessivamente sono state autorizzate nella nostra provincia 18 milioni e 951 mila ore, con una crescita di oltre 37 volte il corrispondente valore del 2019. Le due tipologie di intervento utilizzate sono la Cassa Integrazione Ordinaria e quella in Deroga: la prima, con 15 milioni e 401 mila ore. costituisce l’81% delle concessioni totali mentre la gestione in deroga rappresenta il 17.1 % con 3milioni e 248 mila ore. A queste vanno ad aggiungersi 301 mila ore di CIG straordinaria. La maggior parte delle concessioni ha riguardato l’industria (73% del totale). Seguono poi il commercio (8,2%), il comparto dell’edilizia (6,2%), alberghi e ristoranti (4,3 %) e altri servizi (3%). Un così massiccio ricorso alla cassa integrazione assieme al blocco dei licenziamenti ha indubbiamente permesso di congelare possibili riduzioni di personale. Ci attendiamo per i prossimi mesi, soprattutto nel comparto del manifatturiero, una drastica riduzione dell’utilizzo di questa tipologia di ammortizzatore sociale altrimenti avremo ripercussioni fortemente negative non solo sulla crescita del tasso di disoccupazione ma anche sulla tenuta del sistema imprenditoriale locale.”

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La crescita del terzo trimestre

Il terzo indicatore - spiega l'analisi dell'ente camerale - è quello che riguarda gli ultimi dati relativi agli avviamenti al lavoro e alle iscrizioni ai Cpi nella provincia di Arezzo, pubblicati dal Sistema Informativo del Lavoro della Regione Toscana. Dati che riguardano l’ultimo trimestre disponibile, il terzo, in un contesto quindi più favorevole per il mercato del lavoro, avendo beneficiato della ripresa delle attività economiche registrata nel periodo estivo, in particolare per i settori maggiormente colpiti dalle restrizioni nel secondo trimestre (pubblici esercizi, turismo e parte dei servizi).

Una situazione che ha determinato, a fine settembre 2020, una crescita congiunturale nazionale del 15,9% e, a livello provinciale, un parziale “rimbalzo” occupazionale che ben difficilmente potrà essere replicato dai dati relativi al quarto trimestre 2020.

Partendo dal lato della domanda, nel terzo trimestre gli avviamenti al lavoro sono sensibilmente aumentati rispetto al trimestre precedente (+75,4%), anche se rimangono comunque al di sotto dei livelli del 2019 (-15,7%). Nonostante il miglioramento, il dato complessivo dei primi nove mesi dell’anno resta comunque ampiamente negativo (-24%). La ripresa delle assunzioni ha interessato principalmente le posizioni lavorative “flessibili” che nei mesi precedenti erano state quelle più penalizzate: aumentano sensibilmente rispetto al secondo trimestre le assunzioni per i contratti a tempo determinato (+102,9%), tirocinio (+134,7%), somministrazione (+55,1%), progetto/co.co.co (+53,4%), apprendistato (+49,8%) e lavoro intermittente (+46%). Aumento, in ogni caso, anche gli avviamenti al lavoro a tempo indeterminato (+68,1%). Il bilancio dei primi nove mesi risulta comunque ampiamente negativo per tutte le tipologie contrattuali, con la sola eccezione del lavoro domestico (+11,7%) e dei contratti a progegtto/co.co.co (-2,2%).

Avviamenti al lavoro per tipo di contratto - provincia di Arezzo

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A livello di settori di attività, nel terzo trimestre si è assistito ad una generalizzata crescita rispetto al trimestre precedente: in particolare sono da segnalare gli aumenti nella “PA, Istruzione, Sanità” (+304,3%), nell’agricoltura (+108%), negli alberghi-ristoranti (+61,6%) e nei servizi alle imprese (+59,9%). Moderato, al contrario, il recupero per la logistica (+17,4%) e per le costruzioni (+18,5%).

Avviamenti al lavoro per settore economico - provincia di Arezzo

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Nonostante il miglioramento fin qui descritto, il confronto con i dati del terzo trimestre del 2019 ci mostra comunque che il livello delle assunzioni è più basso per la maggior parte dei settori, in particolare per il manifatturiero (-45,8%), la logistica (-34,5%), alberghi-ristoranti (-13,6%) e costruzioni (-12,4%).

Il bilancio dei primi nove mesi è caratterizzato dal segno negativo per la generalità dei settori economici. Le flessioni più importanti, come prevedibile, si registrano nel manifatturiero (-48,7%), nella logistica (-34,8%), negli alberghi e ristoranti (-34,4%), nelle costruzioni (-24,8%) e nel commercio (-21,1%). Contenute le flessioni di “PA, Istruzione, Sanità” (-9,5%) e agricoltura (-7,8%).

Avviamenti al lavoro per CPI - provincia di Arezzo

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Il rimbalzo del terzo trimestre si riverbera in tutte le aree della provincia: i recuperi più consistenti si registrano in Valdichiana (+89,7%), Valdarno (+87,8%) ed Area aretina (+75,5%).

Anche in questo caso, comunque, la ripresa non riesce a colmare il gap con lo scorso anno: gli avviamenti rimangono infatti sensibilmente al di sotto di quelli del terzo trimestre 2019 in tutte le aree e particolarmente In Valdarno (-21,2%, Valtiberina (-20,4%) e Casentino (-19,8%).

Infine, tutti i territori della provincia accusano nei primi nove mesi dell’anno pesanti contrazioni che vanno dal -20,8% dell’Area aretina al -30,1% del Valdarno.

I flussi di nuove iscrizioni alla disoccupazione pervenute ai Centri per l’Impiego della provincia di Arezzo risultano in diminuzione rispetto allo scorso anno sia nel terzo trimestre che in generale in tutti i primi nove mesi del 2020: la flessione si è attestata al 16,3% nel terzo trimestre ed al 21% nei nove mesi.

Il risultato che a prima vista può apparire anomalo, vista l’entità della crisi che le aziende aretine ed italiane in generale stanno affrontando, è probabilmente attribuibile agli interventi messi in atto a tutela delle posizioni lavorative quali il blocco dei licenziamenti e gli ingenti interventi di Integrazione salariale.

Flusso di ingressi in disoccupazione per CPI - provincia di Arezzo

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Flusso di ingressi in disoccupazione per fasce d’età - provincia di Arezzo

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Nei primi nove mesi dell’anno diminuiscono maggiormente le iscrizioni dei più giovani: -29,2% la variazione media per gli under 25, con punte di -40,7% per la Valtiberina e -29,4% per l’Area aretina. Un fenomeno - specifica il rapporto - che può essere rappresentativo anche di un possibile effetto “scoraggiamento” nella ricerca del lavoro fra i più giovani.

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