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Luigi era postino, ma nel Mifid risulta imprenditore. Il racconto della moglie Paola

Paola e Luigi, moglie e marito, pensionati ultra settantenni di Arezzo sono due delle vittime del salva-banche, con il decreto hanno perso 25 mila euro, i risparmi di una vita, fatti a suon di privazioni, di piccoli accantonamenti. Li abbiamo...



Paola e Luigi, moglie e marito, pensionati ultra settantenni di Arezzo sono due delle vittime del salva-banche, con il decreto hanno perso 25 mila euro, i risparmi di una vita, fatti a suon di privazioni, di piccoli accantonamenti. Li abbiamo conosciuti nelle varie manifestazioni ad Arezzo, dove Paola partecipa sempre, di fronte alla banca dei quali sono fedeli correntisti di Banca Etruria da 51 anni, oppure nei comizi di piazza, perfino fuori dal tribunale.

Pochi giorni fa hanno ottenuto dalla filiale di Banca Etruria i documenti che li riguardano, il contratto ed il questionario sul profilo di rischio per il pacchetto di obbligazioni subordinate cointestate. Un iter "normale" fino a qui in vista di intraprendere la strada per recuperare i risparmi, "li rivoglio tutti, non voglio l'elemosina" dice con forza la battagliera Paola, mentre il marito è fuori a potare le piante. Ma sfogliando le carte Paola e Luigi scoprono un'anomalia: "Hanno scritto che mio marito prima della pensione faceva l'imprenditore, ma non è vero, è stato postino per quasi 30 anni, serviva la zona di Santa Maria delle Grazie, mentre io ero casalinga. C'è un errore."

profilo-rischio-paola-luigi-bancaetruria"Forse se avessero scritto che faceva il postino, non ci avrebbero potuto vendere quelle obbligazioni" commenta Paola. Il dubbio le resta e starà ad altri capire il perché e le conseguenze.

Nel questionario Paola ci fa vedere che sono barrate anche le caselle sulla conoscenza dei titoli come azioni ed obbligazioni ed i rischi connessi:
"Ma io non so nemmeno cosa sono le obbligazioni - spiega arrabbiata Paola - tanto meno cosa significa subordinate. Ci siamo fidati, avevamo chiesto una cosa sicura, ma ce l'hanno messa in tasca. Adesso voglio indietro tutti i miei soldi, non è possibile che si va a letto la sera con i soldi da parte e ci si sveglia la mattina da poveri, non mi riconosco più in questo mondo.

Paola e Luigi soffrono per questa condizione, scoperta per caso dalla tv nei giorni successivi al decreto del 22 novembre:
"Quando ho sentito quello che diceva la televisione su Banca Etruria ho detto a mio marito di andare a controllare in banca. Quando è arrivato lì gli hanno detto che i nostri 25 mila euro non c'erano più, non so come abbia fatto a non crollare a terra."

Subito dopo si sono messi in coda alla Federconsumatori e nei prossimi giorni si recheranno anche da un avvocato per adire a vie legali.



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