L'equivoco della somma zero

Abbiamo utilizzato in passato la teoria dei giochi per analizzare alcune situazioni politiche locali. Spostiamo adesso l’attenzione su un equivoco comune: considerare tutte le situazioni in cui qualcuno guadagna una perdita per qualcun altro...

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Abbiamo utilizzato in passato la teoria dei giochi per analizzare alcune situazioni politiche locali.

Spostiamo adesso l’attenzione su un equivoco comune: considerare tutte le situazioni in cui qualcuno guadagna una perdita per qualcun altro. In effetti la teoria distingue due tipi di giochi: quelli collaborativi e quelli competitivi. I giochi competitivi rappresentano una situazione in cui un giocatore può guadagnare solo a scapito di un altro, o sottraendo risorse a questo o comunque peggiorandone la situazione. Sono i giochi più facili da comprendere anche perché descrivono situazioni familiari a tutti: un esempio di gioco competitivo è una trattativa sul prezzo tra un venditore ed un compratore. E’ ovvio che il compratore può ottenere un prezzo migliore solo a patto che il venditore si accontenti di un guadagno minore. I giochi collaborativi, invece, sono di maggior difficoltà sia dal punto di vista matematico che da quello della comprensione delle dinamiche in campo. Un esempio di gioco collaborativo è quello di un accordo tra un gruppo di buoni difensori ed uno di buoni attaccanti: se i due gruppi dovessero affrontare una partita contro un gruppo medio in entrambe le specializzazioni, sarebbero a rischio di sconfitta. Combinando le competenze dei buoni difensori e dei buoni attaccanti, invece, sono quasi certi di vincere. Questa situazione è in realtà molto comune negli scambi internazionali: in effetti dei buoni trattati, come quelli di pace e di commercio, espandono le risorse a disposizione di tutti.

In un ipotetico accordo tra due stati, questo non significa necessariamente che ogni singolo individuo finisca per

guadagnare, ma che ognuno dei due stati finirà in una posizione migliore di prima.

Soprattutto il mondo degli affari è pieno di collaborazioni tra individui ed aziende che rendono tutti più ricchi senza svantaggiare nessuno

L’equivoco su cui molta propaganda gioca è quello che tutti i giochi siano competitivi e che non si possa ottenere un vantaggio per qualcuno senza svantaggiare qualcun altro. In realtà invece proprio affrontare tutte le interazioni come giochi competitivi (detti anche non a caso ‘a somma zero’) porta a situazioni in cui effettivamente il guadagno di uno è la perdita di un altro. Non si accetta il fatto che gli interessi di gruppi anche di solito contrapposti possano essere allineati su alcune questioni.

Attenzione quindi a coloro che utilizzano sempre la logica del cui prodest o che pongono l’accento sul guadagno di alcuni gruppi o persone che vogliono attaccare senza considerare la posizione del pubblico: se è vero infatti che la politica presenta spesso argomenti di questo genere (sbagliando), almeno la diplomazia non deve essere impostata in questo modo, a pena di diminuire le risorse a disposizione di tutti e portare a situazioni di contrapposizione che possono nel tempo sfociare in conflitti anche armati.

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