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Le tasse potrebbero anche calare

Le tasse potrebbero anche calare. Perché la signora Merkel è nei guai. Pensiamo ai recentissimi risultati elettorali in Polonia ed in Portogallo, alla Gran Bretagna che farà un referendum per decidere se restare nell’Unione Europea, alla tragedia...

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Le tasse potrebbero anche calare. Perché la signora Merkel è nei guai. Pensiamo ai recentissimi risultati elettorali in Polonia ed in Portogallo, alla Gran Bretagna che farà un referendum per decidere se restare nell'Unione Europea, alla tragedia umanitaria in Grecia. Questi sono solo alcuni dei risultati di una gestione totalitaria e rapace dell'Unione Europea alla quale i popoli presentano, comprensibilmente, il conto. Come, perdonate l'immodestia, avevo scritto in tempi non sospetti. La stessa Germania, che ha gozzovigliato sul deliberato impoverimento del resto dell'Europa, Italia in primis, sta barcollando sulle vicenda Volkswagen, che sembra essere solo all'inizio, oltre che sull'avventata gestione casalinga di pochi migranti. Bisogna capire che l'Unione Europea, al di là della propaganda, è solo un mercato comune, una piazza del villaggio, che si è dotato di alcune strutture, quale una burocrazia elefantiaca e costosissima, e, cosa peggiore, di una moneta sciagurata, cioè dell'euro. Ideologizzazione, scarsa comprensione della realtà, teorie economiche disgraziate, incapacità politica per non voler pensare ad altro, hanno lesionato un promettente disegno strategico e, soprattutto, impoverito un intero continente. Come tutti possiamo constatare facendo una passeggiata nelle nostre zone produttive o commerciali, un tempo fiorenti, ed ora in gran parte abbandonate. Poi, tra il 2017 ed il 2018, ci sarebbero, contati a spanne, una cinquantina di miliardi di euro di ulteriori tagli alle spesa pubblica e di ulteriori tasse volendo onorare, per così dire, gli impegni sciaguratamente sottoscritti nel recentissimo passato. In altre parole dovremmo impoverire ancora di più gli italiani. E per quale ragione? Per continuare a genuflettersi davanti a degli spacciatori di automobili taroccate? Per considerare validi degli impegno assunti con l'Unione Europea, che sapeva da anni della vicenda Volswagen, e che non ha mosso un dito? Per chi ci ha abbandonato nella vicenda dei cosiddetti migranti, dove, per tacer d'altro, abbiamo speso sino ad ora oltre un miliardo di euro di denari pubblici che nessuno ci restituirà? Quanto alle euro truffe ormai il meccanismo è noto. L'Unione Europea partoriva a raffica pignolissime direttive degne dell'Unione Sovietica, pensiamo a quelle sulle automobili, alle varie euro 1, euro 2 e via turlupinando. Gli italiani, incapaci o conniventi, le applicavano di solito in maniera ancor più restrittiva, ledendo gli interessi nazionali, mentre i tedeschi le applicavano a piacere, sicuri dell'impunità. E allora perché potrebbero calare le tasse? La storia è fatta di cicli, come la vita. Una fase ultraventennale europea si sta probabilmente concludendo. E come spesso purtroppo avviene si concluderà anche male, nel caos. Però abbiamo davanti una occasione storica: la Germania ha perso qualunque legittimazione, ammesso che l'abbia mai avuta, ad infliggere lezioni al prossimo. Anche i più duri di comprendonio dovrebbero aver realizzato che abbiamo tutti i diritti per rinegoziare gli accordi fatti, o le estorsioni subite, con piena legittimazione morale. E' finita l'epoca della sottomissione. Abbiamo il dovere di non far morire l'Italia di tagli e di tasse, e di tutelare con fermezza gli interessi nazionali. E ce la possiamo fare. Perdere questa occasione sarebbe criminale.

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