Giovedì, 23 Settembre 2021
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Le prime 48 ore di Banca Tirrenica. Bertola: "C'è chi ha tentato di portarci via clienti ma ce l'abbiamo fatta"

Tre banche che cambiano nome. 1.000 esuberi. 140 filiali da chiudere. Sei mesi di tempo per definire ufficialmente le ultime pratiche che porteranno all'ingresso definitivo nella famiglia di Ubi Banca. La cornice in cui si sono susseguiti gli...

Tre banche che cambiano nome. 1.000 esuberi. 140 filiali da chiudere. Sei mesi di tempo per definire ufficialmente le ultime pratiche che porteranno all'ingresso definitivo nella famiglia di Ubi Banca.

La cornice in cui si sono susseguiti gli ultimi eventi riguardanti l'Etruria e le sue due sorelle è questa. Quarantotto ore dopo il closing ecco che inevitabilmente il dibattito torna a concentrarsi su temi quali: occupazione, ricapitalizzazione e futuro prossimo delle tre ex good bank.

Procediamo con ordine.
Il 10 maggio è stato ufficializzato il contratto di cessione degli istituti di credito nati dalla messa in risoluzione dell'Etruria, Marche e Carichieti.
Successivamente sono stati resi noti i nomi di coloro che comporranno il nuovo cda. Osvaldo Ranica è stato scelto come nuovo presidente delle tre assorbite da Ubi.
Le vecchie banche, così come erano conosciute fino ad oggi, non esistono più. Al loro posto ci sono Banca Tirrenica (Banca Etruria), Banca Adriatica (Banca Marche) e Banca Teatina (CariChieti). Tre realtà solide e pronte ad entrare a pieno titolo nella grande famiglia Ubi.

Particolare attenzione anche al piano industriale accennato in alcuni passaggi proprio dal gigante del credito bergamasco.
1.569 sono gli esuberi contati e 140 le filiali che dovranno essere chiuse. "Tengo a precisare - ha spiegato Victor Massiah, numero 1 di Ubi - che circa 500 di questi dipendenti sono già pronti per essere accompagnati in uscita. Di fatto quindi, sono poco più di mille gli esuberi conteggiati in tutti e tre gli istituti di crediti". I dati parziali degli esuberi di ciascuna banca invece non sono stati resi pubblici. "Questo - ha poi aggiunto Massiah - sarà oggetto di trattativa sindacale".
Affermazioni che hanno allertato immediatamente i rappresentanti dei lavoratori che, dal canto loro, hanno annunciato già azioni contro eventuali tagli e licenziamenti.

Da ultimo poi ecco il congedo da parte di Roberto Bertola, l'amministrazione delegato della Nuova Etruria che negli ultimi 18 mesi ha tenuto il timone della banca in mano traghettandola fino alla cessione.

"Di sassolini nella scarpa da toglierne ne avrei - ha commentato - solo per fare un esempio nel nostro momento più nero di crisi ci sono state altre banche che hanno rafforzato il proprio organico per portarci via i clienti. Ricordo ancora oggi uno slogan che recitava 'La nostra è tutta un'altra storia'. Avremmo potuto fare lo stesso anche noi in altre circostanze ma, personalmente, non sono una persona vendicativa".
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