Le parole di Visco e il commento della Fabi: "Cercate un modo di ridare tutto agli obbligazionisti"

"Dopo che Ubi ha preso direttamente le redini di BancaEtruria, siamo in attesa dell’apertura della procedura per l’abbattimento dei costi, già tratteggiata pubblicamente tre settimane fa - seppur a grandi linee - dall’a.d. del Gruppo Victor...

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"Dopo che Ubi ha preso direttamente le redini di BancaEtruria, siamo in attesa dell’apertura della procedura per l’abbattimento dei costi, già tratteggiata pubblicamente tre settimane fa - seppur a grandi linee - dall’a.d. del Gruppo Victor Massiah; una procedura, sinteticamente detta “esuberi”, che potrebbe iniziare tra la seconda metà del mese e i primi di luglio, e che dovrà squarciare il velo su tanti argomenti rilevanti: prepensionamenti, presenza delle filiali nel territorio, esternalizzazioni e conservazione ad Arezzo di un forte centro decisionale, cioè della macroarea territoriale dell’Italia centrale."

Così Fabio Faltoni della Fabi torna sui temi delle novità che il gruppo Ubi potrà portare ad Arezzo. La Fabi chiede grande attenzione anche alle aziende collegate a BancaEtruria, come Banca Federico del Vecchio (che ha un importante presidio anche in Via Calamandrei), Etruria Informatica e BAP Assicurazioni.

Argomenti che hanno trovato lo spazio che meritano all’incontro, svoltosi a Bergamo il 31 maggio, tra tutti i rappresentanti sindacali Fabi appartenenti al Gruppo UBI, al “nuovo” Gruppo, dato che l’incontro ha coinvolto, ufficialmente per la prima volta, anche i sindacalisti FABI del Gruppo BancaEtruria, di Banca Marche e CariChieti.

"Stessa forte attenzione sarà da riservare in futuro ai modi e ai processi di recupero legati alle sofferenze nei nostri territori; argomento, questo, molto importante per la Fabi, argomento che ha una evidente valenza locale, ma che riguarda tutto il sistema bancario, come ha ripetuto a chiare lettere, a commento delle Considerazioni del governatore Visco, il Segretario Generale della Fabi Lando Sileoni.

Come ripetiamo da tempo, occupazione, presenza degli sportelli, clienti, sensibilità nei confronti delle economie dei territori, sono argomenti intimamente collegati, per un nuovo e positivo futuro della nostra banca, anche se in altre vesti." I sindacati faranno e stanno facendo la loro parte, lo stesso siamo certi faranno tutti i cosiddetti “portatori di interesse” del territorio.

Poi un commento sulla vicenda delle obbligazioni subordinate e le dichiarazioni di Ignazio Visco:

Hanno fatto scalpore le parole del governatore della Banca d'Italia Visco, mercoledì scorso, quando ha detto, in pratica, che non c’è stata piena consapevolezza - anche a livello politico - dei rischi derivanti dalle norme sul bail-in nella vendita, che era del tutto legittima secondo le norme, delle obbligazioni delle quattro banche ponte finite in risoluzione.

Parole forti, chiare e nette, seppur tardive, troppo tardive. Parole che seguono quelle dello stesso tenore espresse dal presidente della Consob Giuseppe Vegas, poi anche dal direttore generale dell’ABI in audizione al Senato, poi ancora dal ministro dell’economia.

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Restiamo esterrefatti, nel sentire quello che noi nel nostro piccolo ripetiamo da un anno e mezzo, cioè dal famoso decreto del novembre 2015. Tra quella data e queste ultime dichiarazioni è successo di tutto, basta andarsi e rivedere la rassegna stampa.

Ora che tutti si stanno svegliando, vorranno - le varie istituzioni coinvolte a vario titolo – cercare di rimediare e studiare almeno il modo di ridare tutto a tutti gli obbligazionisti?

Inoltre, non sarebbe male se Visco, Vegas, Sabatini e Padoan si facessero un giro ad Arezzo o in altre zone “calde” di BancaEtruria, per toccare con mano i nefasti e concreti effetti di quel bail-in all’italiana. Noi li aspettiamo.

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