La sicurezza degli italiani prima di tutto

Il recentissimo terremoto che ha colpito le regioni centrali del nostro paese deve far riflettere su molte cose. Dopo il terrificante sisma dello scorso ventiquattro agosto Lorsignori avevano adombrato non solo una pressoché immediata...

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Il recentissimo terremoto che ha colpito le regioni centrali del nostro paese deve far riflettere su molte cose. Dopo il terrificante sisma dello scorso ventiquattro agosto Lorsignori avevano adombrato non solo una pressoché immediata ricostruzione di tutte le zone colpite, ma anche la messa in sicurezza a tamburo battente, e con le più moderne tecniche anti sismiche, di tutti i territori a rischio. Praticamente di una larghissima parte del territorio nazionale. In sostanza un programma di opere, pubbliche e private ma di riffa o di raffa a carico delle casse dello Stato, che potrebbe avere come pietra di paragone per ampiezza la ricostruzione successiva alla fine della seconda guerra mondiale. Il libro dei sogni. Va da sé che con il consueto sprezzo del pericolo parolaio venne inutilmente gonfiato il petto annunciando che sarebbero stati superati d’un balzo tutti i vincoli contabili europei.

Sono passati giusto un paio di mesi, il tempo offusca rapidamente i ricordi salvo che per le persone direttamente coinvolti nel disastro, ed il Governo è impelagato in una assurda negoziazione contabile sulla manovra finanziaria con la Commissione europea in ordine a pochi decimali. Anzi, nonostante le parole invece dei denari per la sicurezza antisismica è possibile, se non probabile, un bell’aumento dell’iva se non nel 2017 quantomeno nel 2018 in quanto le previsioni di entrata nella manovra finanziaria sono quanto di più aleatorio possibile. Ma la cosa più grave che la Nazione è, in questo caso come in tutto il resto, sempre subordinata alla decisioni della Commissione europea, ovvero della signora Merkel, che continua ad imporre all’Italia scelte suicide alle quali il Governo non ha la forza di sottrarsi. Il problema dei migranti parla da solo. A fronte di decine di migliaia di persone che sono arrivate nel nostro paese, e continuano ad arrivare tutti i giorni, l’Europa ne ha accolte pochissime. Cioè l’Unione Europea come di consueto ci ha abbandonato al nostro destino, sempre a parte le chiacchiere. Lo sfascio di una parte rilevante del sistema bancario italiano, sulle cui cause molte cose restano da comprendere, dove nell’ignavia generale vengono annunciati ogni giorno migliaia di esuberi, cioè di licenziamenti, è stupefacente. Ci vuole di essere parecchio boccaloni per non comprendere che uno sfascio di questa portata, materializzatosi nell’arco di neanche un anno, non può essere avvenuto tutto insieme per caso. E di sicuro non può essere avvenuto per colpa di qualche dirigente dell’una o dell’altra banca che può aver commesso errori, o anche reati. E ciò nonostante si continua ad andare dietro alle decisione di quel baraccone di cartapesta che è l’attuale Unione Europea a trazione tedesca.

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Sempre per fare un altro esempio, negli Stati Uniti Volkwagen offrirebbe ai proprietari auto irregolari tra i 5.000 e i 10.000 dollari di risarcimento, a seconda del modello di auto, e la possibilità di rivendere a Volkswagen stessa la vettura. In più si legge di decine di miliardi di dollari di risarcimenti agli stati e di sanzioni pubbliche. In Italia sembra di capire che il problema non si ponga. Domanda: le Volkswagen sono tutte perfette, del che siamo molto contenti, o i nostri ardimentosi ambientalisti sono troppo impegnati con i cercatori di funghi fuori stagione per occuparsi d’altro? Poi si blatera del tutto a sproposito di Unione Europea citando a caso i suoi grandissimi Padri fondatori. Allora è bene sapersi che il Manifesto di Ventotene, isola oggetto di un pietoso teatrino tra il dr. Renzi, la signora Merkel ed il signor Hollande con tanto di vecchia portaerei al seguito, scritto appunto da gente di tempra ben diversa al quale Lorsignori si rifanno probabilmente senza averlo letto, parlava espressamente di nazionalizzazione delle grandi banche. Non di scippo dei risparmi delle famiglie. E allora, come la mettiamo? Quindi, e per concludere, quando parliamo di prevenzione anti-sismica, di sanità pubblica, di pensioni pubbliche, di sicurezza è bene sapersi che tutto passa da un diverso rapporto, mettiamola così, con l’Unione Europea. Sino a che non affronteremo i problemi con la dovuta fermezza le cose andranno sempre peggio. E rimarrà per sempre sulla coscienza di tante persone l’aver esposto il paese a tutto questo smontando pezzo dopo pezzo tutte le difese nazionali. Ammesso che abbiano una coscienza.

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