La Fabi alle Vittime del salva-banche: "Non prendetevela con i dipendenti della Nuova Etruria"

"Leggiamo che in settimana prossima ci sarà ad Arezzo una nuova manifestazione dell'Associazione Vittime del Salvabanche nei pressi di Nuova Banca Etruria. Senza ovviamente voler interferire in alcun modo nella legittima...

Fabio-Faltoni

"Leggiamo che in settimana prossima ci sarà ad Arezzo una nuova manifestazione dell'Associazione Vittime del Salvabanche nei pressi

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di Nuova Banca Etruria. Senza ovviamente voler interferire in alcun modo nella legittima attività dell'associazione, ci permettiamo però di fare due brevi considerazioni", inizia così la presa di posizione di Fabio Faltoni, del sindacato bancario Fabi.

Il nome dell'associazione richiama esplicitamente a quella che è l'origine di tutti i problemi e quindi della loro giusta protesta, il decreto del 22 novembre, detto appunto "Salvabanche"; è ovvio che prendersela con i dipendenti - fatte salve le inchieste giudiziarie - contribuisce solamente a scatenare una "guerra tra poveri", distogliendo l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri responsabili. E fa specie leggere, nel loro sito, degli elogi dell'associazione al banchiere Guzzetti, quando - non casualmente e non distrattamente - sparò a zero contro i dipendenti che, a suo dire, avevano ingannato "con il falso

sorriso" i propri clienti; un'uscita, quella di Guzzetti, che aveva l'evidente intenzione di difendere qualche "potere forte", qualche amico e sodale, a danno dei più deboli. E fa ancora più specie leggere della meraviglia dell'associazione per la risposta del sottoscritto al banchiere. Nel ricordare che pure molti colleghi BancaEtruria e delle altre tre banche - oltre che i familiari - hanno perso i loro denari con la cancellazione delle obbligazioni subordinate e delle azioni, sottolineiamo che - assieme alle varie associazioni - solo i sindacati dei lavoratori bancari sono in prima fila per chiedere a gran voce alle istituzioni nazionali che si rimborsi tutto a tutti. E i sindacati lo fanno in ogni situazione pubblica, e lo hanno fatto di fronte al presidente Nicastro, anche nell'ultimo incontro di metà marzo, sapendo bene che la vendita - e anche la buona vendita - della banca passa anche dai tanto attesi decreti sui rimborsi, e così pure - di conseguenza - la salvaguardia dei posti di lavoro e dell'economia dei territori. I lavoratori di Nuova Banca dell'Etruria sono già sottoposti ad una situazione difficilissima, a tratti paradossale, oltre che preoccupati per il loro futuro, nessuno scarichi su di essi colpe e responsabilità non loro; un percorso comune si può trovare anche con quelle associazioni responsabili, come Vittime del Salvabanche, che non cerchino inutili e dannose scorciatoie mettendo contro clienti e dipendenti.

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