La Cina svaluta, noi non possiamo

Tutti svalutano, e noi siamo contenti dell’euro. La Cina ha svalutato ben tre volte la proprio moneta negli ultimi giorni, e non sembra essere finita qui. Più precisamente ha fatto, già ad ora, la maggior svalutazione da almeno venti anni a questa...

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Tutti svalutano, e noi siamo contenti dell’euro. La Cina ha svalutato ben tre volte la proprio moneta negli ultimi giorni, e non sembra essere finita qui. Più precisamente ha fatto, già ad ora, la maggior svalutazione da almeno venti anni a questa parte.

Il che comporterà un altro alluvione di prodotti cinesi nei nostri mercati, che costeranno di meno, con ulteriore danneggiamento del nostro tessuto produttivo, ed un rallentamento delle nostre esportazioni verso la Cina, perché i nostri prodotti costeranno di più. Sia chiaro, anche se non è mai facile cogliere gli esatti confini dell’economia cinese, se tutto è come al momento appare, i cinesi hanno fatto benissimo a svalutare la loro moneta, visto che vogliono rimettere in moto le loro esportazioni. Non dimentichiamoci che la scriteriata ammissione dei prodotti cinesi nei nostri mercati, fatta a suo tempo, è stata una delle calamità che hanno afflitto il nostro bel paese.

L’altra è stata l’ancor più sconsiderata introduzione dell’euro, almeno di questo euro. Purtroppo in Italia c’è chi fa ancora fatica a comprendere che una moneta troppo forte, quale è l’euro, taglia le gambe alle esportazioni. Non so come mai, ma sembra che non basti andare in giro per le nostre (ex) zone industriali e commerciali per vedere la desertificazione che ormai da una quindicina di anni le sta devastando. Così come pare che non basti fare un giro per gli uffici di collocamento per vedere le file di disoccupati privi, purtroppo, di prospettive concrete di riassorbimento, almeno andando avanti di questo passo.

Sarà un caso che, come dice l’istat, vi sono in Italia quasi 8 milioni di persone in situazione di povertà? Tornando alle monete, è stato calcolato che, solo dall’inizio dell’anno, circa 52 nazioni hanno svalutato la loro moneta, tanto per smontare la tesi del rischio della cosiddetta, giornalisticamente parlando, guerra valutaria. Come sa chiunque non si limiti a leggere il compitino scritto a Berlino, il movimento valutario è fisiologico. Certo, la circostanza che si sia mosso un colosso come la Cina in maniera così pesante, non è una cosa normale. Ma è al contrario normalissimo che ogni stato manovri, al rialzo ed al ribasso, la propria moneta secondo le proprie convenienze nazionali.

Per restare all’Italia, l’interesse nazionale imporrebbe di svalutare pesantemente la moneta, ed alla svelta, solo per cercare di recuperare i danni fatti dalla fine degli anni novanta. Purtroppo noi una moneta non la abbiamo più, come non abbiamo più la sovranità monetaria. E l’euro, per venire al dunque, se la politica tedesca resta questa e non accadono eventi eccezionali, non verrà mai svalutato, salvo qualche piccolo aggiustamento occasionale, perché a Berlino non vogliono. E li posso anche capire: dal giorno dell’introduzione dell’euro l’economia tedesca è volata e la nostra, loro primo competitore industriale in Europa, è precipitata. E questo perché per loro l’euro è sottovalutato, e quindi favorisce le loro esportazioni, mentre per noi è sopravvalutato e quindi distrugge le nostre esportazioni e, di conseguenza, tutto il mercato interno. Perché, forse sembrerà strano a qualcuno, ma chi perde il lavoro, non fa acquisti. E’ un concetto, nonostante tutte le evidenze, ancora così difficile da digerire?

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