Infrastrutture ad Arezzo, servono 1,5 miliardi di investimenti. Confindustria: "Non tolleriamo più ritardi"

1,5 miliardi di euro di investimenti. E' questa è la cifra che potrebbe interessare il territorio aretino nei prossimi anni e riguardante le risorse per il completamento di importanti opere viarie e infrastrutture strategiche. A fare i conti è...

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1,5 miliardi di euro di investimenti.

E' questa è la cifra che potrebbe interessare il territorio aretino nei prossimi anni e riguardante le risorse per il completamento di importanti opere viarie e infrastrutture strategiche.

A fare i conti è stata Confindustria Toscana Sud e Ance che insieme hanno presentato e spiegato il rapporto sulle “infrastrutture strategiche nel territorio della provincia di Arezzo” del giugno 2015.

"Per evitare la ripetitiva politica degli annunci tanto cara alla maggioranza degli amministratori pubblici occorre essere chiari - fanno sapere dall'associazione industriali - allo stato attuale poco meno di un terzo di questo importo si può considerare certo anche in tempi brevi".

Il documento riprende i vari interventi per infrastrutture stradali, ferroviari ed altre opere, pubbliche e private, analizzati circa due anni fa.

Al primo posto dell’elenco la Due Mari: è stata abbandonata l’ipotesi di project financing proposta da STRABAG nel 2011 e, nel 2016, è stato recuperato il progetto approvato dal ministero dell’Ambiente in fase di VIA nel 2005. Sono stati persi 5 anni per una proposta che fin dall’inizio si era rivelata non “bancabile”, a meno di consistenti interventi pubblici come già sperimentato in modo fallimentare sulle autostrade lombarde. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Anas hanno inviato al Mef il contratto di programma 2016-2020 che prevede il finanziamento per completare la Due Mari fra Siena e Bettolle (lotto zero di Siena), e due lotti fra Arezzo e Palazzo del Pero, con priorità al lotto compreso fra la località Magnanina e la rotatoria nei pressi del bivio per la strada dello Scopetone. Per l’altro lotto, il cosiddetto nodo di Olmo, è in corso una revisione progettuale che coinvolgerà il gruppo FS, in procinto di fusione societaria conAnas, visto che sono interessate le gallerie ottocentesche, da risanare per renderle idonee al trasporto merci del futuro.

La revisione progettuale riguarderà anche il tratto da Le Ville all’innesto con la E 45. In totale è di circa 450 milioni di euro la cifra che attende l’approvazione definitiva del contratto di programma Anas-MIT.

“Confindustria Toscana Sud - ha sottolineato il presidente Andrea Fabianelli - è stata coerente con quanto affermato due anni fa quando ha iniziato il suo lavoro di monitoraggio, ha continuato con celerità e precisione il proprio lavoro. Chiediamo la stessa celerità al mondo delle istituzioni locali e regionali, abbiamo dimostrato con dati concreti come ci sia la possibilità di risolvere difficili e penalizzanti situazioni delle infrastrutture del nostro territorio. Ci sono le risorse, devono essere spese con criterio e seguendo tempistiche a breve termine, non si possono più tollerare ritardi. Voglio inoltre richiamare l’attenzione di tutti su come non ci sia stata un'adeguata manutenzione delle opere pubbliche e su come questo si sia tradotto oggi in una mancanza di sicurezza ed in un ulteriore aggravio di costi. Meno di tre mesi fa ho scritto al ministro Delrio denunciando la grave situazione in cui versano le nostre infrastrutture, ad oggi non ho avuto risposta.”

Un investimento certo invece, di 370 milioni di euro, è quello riguardante la terza corsia fino al casello Valdarno da parte di Autostrade per l’Italia SpA.

Investimenti realizzati sono stati invece quelli riguardanti le stazioni ferroviarie di Arezzo e Montevarchi che, fra l’altro, hanno consentito di riqualificare la stazione di Arezzo che entro la fine dell’anno vedrà fermare tre coppie di treni per Roma e per Milano dell’AV.

In partenza anche i fondi per la riqualificazione urbana del Comune di Arezzo, in tutto 28 milioni di euro, per i quali ANCE è particolarmente interessata per le opportunità che potranno essere date alle imprese edili.

Altri investimenti riguardanti l’aeroporto, il sovralzo della diga di Levane, la messa in sicurezza della diga di Montedoglio, il recupero dell’area mineraria S. Barbara e dell’area ex-Lebole hanno subito ritardi, con arresti e ripartenze, soprattutto per la vischiosità delle procedure burocratiche ed amministrative.

Per quanto riguarda invece le strade regionali, pur registrando l’importante completamento della SR 69 in territorio aretino, permangono inaccettabili ritardi nel completamento della SR 71 in Casentino. In futuro c’è da attendersi un rallentamento degli investimenti, soprattutto per la variante esterna di Arezzo e la Valdichiana, perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato alla regioni una proposta di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per riaffidare all’ANAS 6 mila chilometri di strade regionali. Per la provincia di Arezzo sono interessate la SR 69 di Valdarno, la SR 71 umbro casentinese e la SR 70 della Consuma.

Il presidente di Ance Arezzo l’architetto Igor Michele Magini ha affermato con forza il richiamo verso il senso di responsabilità delle amministrazioni sottolineando come: “Ci sono tanti fondi pubblici da investire, possono essere una importante molla economica per il territorio. Non possono le procedure burocratiche ed amministrative bloccare la possibilità di investimento in infrastrutture, richiamo quindi tutti gli organi amministrativi al loro dovere che si traduca in reale volontà di provvedere in questo imprescindibile ambito”

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