Industria: salgono fatturato e domanda. Sereni e Fabianelli: "Crescita e ripresa lente ma costanti"

Secondo la consueta indagine condotta sulle imprese manifatturiere con più di 10 addetti presenti nel territorio aretino, il 2015 si chiude in leggero recupero rispetto allo scorso anno. Quello della produzione industriale è un dato appena...

Fabianelli-Sereni

Secondo la consueta indagine condotta sulle imprese manifatturiere con più di 10 addetti presenti nel territorio aretino, il 2015 si chiude in leggero recupero rispetto allo scorso anno.

Quello della produzione industriale è un dato appena positivo (+0,3%) che però si rafforza per la presenza di altri indicatori in miglioramento. Il fatturato sale dello 0,8% mentre la domanda complessiva recupera l’1,4% grazie in particolare alla componente estera che segna un +3,7%. Anche l’occupazione continua a crescere riportando il settimo risultato positivo consecutivo, +2,6% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno. produzione_tab A livello settoriale le dinamiche risultano piuttosto diversificate sia nel segno dell’indicatore che nell’entità. Oltre alla componente residuale “altre manifatturiere”, che accoglie realtà piuttosto disomogenee, tra i sette settori monitorati nell’indagine, ce se sono due per i quali la produzione resta in territorio negativo: stiamo parlando ancora di comparti rilevanti per l’economia locale come il tessile-abbigliamento che arretra del 3,5% e del legno-mobilio che flette del 5,4%. Dopo 5 trimestri consecutivi torna invece in recupero la gioielleria che segna un +4,7% in termini produttivi mentre il fatturato e gli ordinativi (grazie soprattutto alla componente estera) si attestano rispettivamente a +8,3% e a +5,9%. Un altro importante miglioramento sul fronte produttivo interessa il comparto del pelli e cuoio per il quale però la flessione degli ordinativi non lascia intravedere continuità nella crescita per i prossimi mesi (-2,6% la flessione della domanda complessiva). Positivo infine nel trimestre il dato della meccanica e mezzi di trasporto (+5,4%) e dell’elettronica- apparecchiature elettriche (+1,4%) che però si contraddistingue per le significative flessioni sia dal lato del fatturato che della domanda. Il dato aggregato per dimensione, sono ancora le piccole realtà (con meno di 50 addetti) quelle che faticano a tornare al segno positivo. Per loro la produzione industriale si ferma al -1,5% mentre il fatturato e gli ordinativi segnano rispettivamente un -2,7% e un -2,1%. Soltanto la domanda estera e l’occupazione si posizionano leggermente in territorio positivo. Decisamente migliore il quadro per le medie imprese (tra 50 e 249 addetti) che recuperano l’1,4% in termini produttivi mentre in termini di fatturato salgono al +2,4%. Infine ci sono le grandi realtà industriali distribuite sul territorio che mettono a segno un incremento della produzione di oltre il 4% sul corrispondente trimestre dello scorso anno mentre per il fatturato segnano addirittura un +10%. Buone anche le aspettative per i prossimi mesi considerato che gli ordinativi, grazie in particolare alle ottime performance sui mercati internazionali, sono rilevati in crescita del 5%. produzione_tab1 L’export aretino nel IV trimestre 2015 Il debole recupero produttivo non si è al momento tradotto in un miglioramento della performance aretina sui mercati internazionali. Anche nel trimestre conclusivo dell’anno le esportazioni del comparto manifatturiero si confermano in flessione del’1,7% abbassando anche il dato cumulato annuale al +2,7%. In valore assoluto la perdita registrata nel trimestre rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno ammonta a quasi 31 milioni di euro mentre le vendite dell'intero 2015 hanno superato i 6,6 miliardi di euro cioè 177 milioni in più del 2014. produzione_tab2 Il maggior contributo in negativo a questo risultato proviene dal sistema moda ed in particolare dalla pelletteria, che flette nel trimestre del 44% e in media d’anno del 12%, e dai prodotti tessili, che segnano invece un calo rispettivamente del 17% e del 16%. Negativi anche i dati relativi all’oreficeria che chiude il 2015 a -1,1% sul 2014 pur continuando a contribuire per quasi il 30% all’export manifatturiero provinciale. In recupero invece l’altro importante tassello dell’export locale: i metalli preziosi, che nel trimestre hanno segnato un incremento di vendite del 5,6% portando così il dato annuale al +4,4%. Si tratta di una dato positivo e del tutto in linea con l’incremento dei prezzi dell’oro nel trimestre considerato (+5%). Positive anche le vendite all'estero di altre realtà della moda ed in particolare dell’abbigliamento e delle calzature che, seppure in rallentamento nel trimestre conclusivo dell’anno, chiudono il 2015 in crescita del 5% e del 23%. Continua il buon andamento dell'industria alimentare (+4,6% nel trimestre, +7,3% nell'intero anno), delle bevande (+15,5% nel trimestre, +4,7% nell'intero anno) e della chimica (+18,7% nel trimestre, +20,9% nell'intero anno) mentre, in linea con il precedente trimestre, flettono i minerali non metalliferi e la gomma-plastica. fabianelli2 Andrea Fabianelli "I dati in analisi – dichiara Andrea Fabianelli, Presidente di Confindustria Toscana Sud- dimostrano ancora una volta come il comparto manifatturiero rimanga, nonostante alcuni ambiti di sofferenza, per Arezzo e più in generale per la nostra regione la base che sorregge il vero tessuto economico. Il cercare di implementare sempre più export è la strada su cui dobbiamo continuare a fare e crescere. La nostra Associazione in collaborazione con la Camera di Commercio di Arezzo, in questo ambito tra l'altro è tornata operativa in Iran, mercato che per ragioni di problematiche di politica interna aveva chiuso le sue porte e che adesso può tornare a rappresentare una frontiera commerciale importante per tante nostre imprese". Andrea Sereni - Presidente Unioncamere Toscana Andrea Sereni - Presidente Unioncamere Toscana "L'andamento del sistema economico locale, alla luce dei dati relativi alla produzione manifatturiera, – commenta Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio Unioncamere Toscana – evidenzia una lenta crescita accompagnata ancora da segnali contraddittori. Alcuni settori ed alcune tipologie di imprese, come ad esempio quelle con oltre 250 addetti, hanno imboccato decisamente la strada della ripresa. Per altri settori e per le imprese più piccole le criticità si alternano ai segnali incoraggianti. Le performance all'estero delle imprese aretine nel 2015 sono molto positive anche se l'ultimo trimestre dell'anno ha visto una lieve contrazione, più marcata per il comparto moda. E' necessario che le nostre imprese continuino a riposizionarsi verso mercati di sbocco emergenti e verso nuove destinazioni commerciali. La Camera di Commercio di Arezzo, nonostante la riduzione delle risorse a disposizione e le incertezze derivanti dalla futura riforma è impegnata a supportare questo sforzo. Per quanto riguarda il mercato interno l'indubbia crescita della fiducia dei consumatori non ha avuto nell'immediato effetti benefici per la produzione dei beni di consumo durevole e per quelli intermedi, cioè per le produzioni dalle quali può derivare la piena ripresa economica del paese. Molto incoraggiante invece il dato relativo all'occupazione che se confermato nelle prossime rilevazioni genererà sicuramente un circolo virtuoso di crescita economica e sociale.
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