Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Imprese: il 10% delle ditte ha un cittadino straniero alla guida. Edilizia, commercio e manifatturiero i settori più sviluppati

Una impresa su dieci, nella sola provincia di Arezzo, vede la presenza maggioritaria o la proprietà esclusiva di cittadini non italiani. La fotografia è quella che emerge dalle pagine del Rapporto 2017 sullo stato dell'economia nel territorio...

Una impresa su dieci, nella sola provincia di Arezzo, vede la presenza maggioritaria o la proprietà esclusiva di cittadini non italiani.

La fotografia è quella che emerge dalle pagine del Rapporto 2017 sullo stato dell'economia nel territorio aretino stilato dall'ente camerale e che analizza la situazione prendendo in considerazione i rilevamenti eseguiti nel 2016. Stando ai dati, il 10,3% delle realtà imprenditoriali della provincia è costituito aziende che hanno titolari di carica o soci maggioritari cittadini stranieri. Una percentuale considerevole che tradotta in cifre conta 10.254 unità regolarmente iscritte al registro delle imprese della Camera di Commercio di Arezzo e che vede un'incidenza maggiore a quella della media italiana (9,4% del totale) ma più bassa rispetto alla media della Toscana (12,9% con punte del 27,2% a Prato e del 15,4% a Firenze). "La crescita osservata nel 2016 - spiegano dalla Camera di Commercio attraverso il report - non è un fatto isolato ma si inquadra in una tendenza abbastanza consolidata: +2,8% nel 2013, +3% nel 2014, +5,2% nel 2015".

Ma quali sono i settori dove gli stranieri investono il proprio tempo e le proprie abilità?

IL 32,9% delle realtà produttive opera nel settore delle costruzioni, una su quattro invece (23,8%) è attiva nel commercio. Il 15,1% invece è inquadrato come impresa manifatturiera. Nella quasi totalità dei casi si tratta di imprese individuali (78,4%), soltanto il 13,3% è composto da società di capitale e il 7,5% da società di persone.

"Per andare più a fondo e cercare di capire meglio cosa ci sia dietro al processo di continua crescita che va in senso contrario rispetto a quello delle imprese italiane - viene poi spiegato nelle pagine del rapporto 2017 - si possono esaminare i dati dei titolari di carica secondo la loro nazionalità che effettivamente ci forniscono spunti di assoluto interesse. Innanzitutto, fra gli stranieri la crescita non è assolutamente omogenea: nel 2016 i soggetti extracomunitari sono infatti cresciuti a velocità più che doppia rispetto ai comunitari (+2,6% contro 0,8%)".

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