Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Imprenditoria giovanile, cala ancora il numero delle aziende: under 35 alle prese con la crisi

E' una tendenza che caratterizza ormai da alcuni anni l'imprenditoria giovanile aretina: la flessione del numero delle imprese. Il fenomeno appare ormai essere costante, anche se ridotto rispetto ad altre province toscane. Al 31 dicembre 2015...

E' una tendenza che caratterizza ormai da alcuni anni l'imprenditoria giovanile aretina: la flessione del numero delle imprese. Il fenomeno appare ormai essere costante, anche se ridotto rispetto ad altre province toscane. Al 31 dicembre 2015 quelle presenti nella provincia di Arezzo erano complessivamente 3.583, pari al 9,4% del totale delle imprese. Rispetto alla stessa data del 2014 se ne contano 30 in meno, con una variazione percentuale del -0,8%.

"L'incidenza dell'imprenditoria giovanile sul totale delle imprese aretine - commenta il Presidente dell'Ente Camerale e di Unioncamere Toscana Andrea Sereni - è comunque in linea con la media regionale (9,5%). Le province in cui la presenza di imprese giovanili è più elevata sono quelle di Prato (12,2%), Pisa e Pistoia (10%), mentre quelle in cui al contrario è più bassa sono Grosseto (8,3%) e Siena (8,7%). La contrazione osservata in provincia di Arezzo nell'ultimo anno è comunque meno marcata di quella dell'intera regione (-1,3%). Arretramenti di particolare rilievo si osservano nelle province di Pisa (-5,3%), di Prato (-3,4%) e di Lucca (-3%). All'estremo opposto figura Grosseto che con una crescita del 2,7% ".

imprese giovanili

"Sono due - prosegue Sereni - i settori in cui si concentrano quasi la metà delle imprese giovanili: il commercio (24,3%) e le costruzioni (18,2%), seguiti ad una certa distanza dal manifatturiero (12%). I settori in cui invece l'incidenza di imprese giovanili è più alta sono nell'ordine le attività finanziarie ed assicurative (14,8% del totale delle imprese), le altre attività di servizi (13,7%), la sanità ed assistenza sociale (13,4%), i servizi di alloggio e ristorazione (12,4%), i servizi alle imprese (11,8%), le costruzioni (11,6%) ed il commercio (10%). In particolare la crisi che ormai da tempo affligge uno dei settori in cui i giovani sono più presenti, le costruzioni, lascia un segno pesante sulle variazioni intervenute fra il 2014 ed il 2015: le imprese giovanili che operano nell'edilizia sono infatti diminuite di 65 unità in valore assoluto e del 9,1% in termini relativi.

Al contrario le imprese di giovani che operano in agricoltura, settore ormai da anni alle prese con un progressivo ridimensionamento, fanno segnare una crescita del 7,2%. Si tratta di un chiaro segnale del ritorno dei giovani ad un tipo di attività un tempo non sufficientemente considerata e che invece di recente sta tornando in auge, assumendo una fisionomia sempre più caratterizzata da un approccio imprenditoriale e orientato al mercato. " I nostri dati evidenziano quindi come siano soprattutto le aziende di giovani - commenta il Segretario Generale dell'Ente Giuseppe Salvini- quelle che subiscono maggiormente le conseguenze delle difficili condizioni in cui oggi si trovano ad operare le imprese (crisi economica, difficoltà di accesso al credito, concorrenza esasperata,...). E ciò è confermato dal fatto che, a differenza delle imprese giovanili, le imprese over 35 nello stesso periodo hanno incrementato il proprio numero dello 0,4%. La nascita di nuove imprese giovanili non riesce quindi a bilanciare il progressivo invecchiamento delle imprese aretine anche per la selezione molto più marcata a cui sono soggette le imprese under 35, tradizionalmente meno strutturate e capitalizzate." imprese giovanili settori"Infatti - continua Salvini- quasi tre imprese under 35 su quattro sono imprese individuali (72,7%). Si tratta di una percentuale particolarmente elevata e molto superiore a quella delle over 35 (52%), che trova spiegazione nella maggior semplicità di avviamento e nei costi più contenuti, elementi tutt'altro che secondari per la moltitudine di iniziative imprenditoriali di dimensione micro, con ridotta capitalizzazione e che spesso nascono come forma di auto impiego in mancanza di un lavoro dipendente. Per il resto quasi il 17% è rappresentato da società di capitale, il 9,5% da società di persone e poco più dell'1% da cooperative e altre forme societarie. Le recenti innovazioni normative in materia di società di capitali, che permettono in determinati casi costi ridotti e minori requisiti in termini di capitale sociale, possono essere fra gli elementi che hanno favorito nel 2015 la crescita del 2,2% delle società di capitale fra gli under 35. In ogni caso, al di là dei numeri, il nostro sistema economico non può che beneficiare positivamente dell'apporto di idee, progetti innovativi e nuove competenze tipiche del bagaglio formativo e culturale dei nostri giovani. E la Camera di Commercio di Arezzo , anche attraverso lo sportello "Crea impresa" e i percorsi di formazione mirati (come "Talent Dressage" in corso di svolgimento) , è impegnata per supportare i giovani imprenditori nella definizione di progetti e percorsi imprenditoriali sui quali potranno costruire il loro futuro."

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