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Imprenditoria femminile. Un quarto delle aziende aretine è guidato da una donna: i dati

Quasi un quarto del sistema imprenditoriale aretino è costituito da aziende guidate da donne. Sono in tutto 9008 le attività che nel 2015 si sono iscritte al Registro delle Imprese e che vedono al timone una donna. Sempre più signore dunque...

Quasi un quarto del sistema imprenditoriale aretino è costituito da aziende guidate da donne.

Sono in tutto 9008 le attività che nel 2015 si sono iscritte al Registro delle Imprese e che vedono al timone una donna. Sempre più signore dunque, scelgono di scendere in campo e dare seguito ai propri progetti imprenditoriali e creare un'impresa tutta loro. E' soprattutto il settore del commercio, con le sue 2216 attività, il comparto dove le quote rosa scelgono di investire. Segue a ruota anche il settore dell'agricoltura dove negli ultimi anni anche il territorio aretino ha assistito ad un vero e proprio boom di presenze di imprenditoria femminile. In linea con il trend nazionale, la provincia assiste ad una crescita costante delle donne imprenditrici. Principalmente si tratta di imprese individuali (5823 unità) ma aumentano sensibilmente anche le società di capitale (dalle 1561 del 2014 si passa a 1636). Andrea Sereni - Presidente Unioncamere Toscana Andrea Sereni - Presidente Unioncamere Toscana "Il nostro Paese - ha esordito il presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni - ha uno dei tassi di occupazione femminile tra i più bassi in Europa ed una presenza assolutamente limitata delle donne in posizioni di vertice. In Italia le imprese femminili sono 1.295.000, in Toscana, su un totale di 414.757 imprese registrate al 31 dicembre 2015, le aziende capitanate da donne salgono a quota 95mila e rappresentano il 22,9% del sistema imprenditoriale regionale. Nella provincia di Arezzo, a fine 2015, le aziende in rosa rappresentano il 23,7% del sistema imprenditoriale. Nel dare vita ad un'impresa le donne fanno sempre più scelte organizzative mature orientandosi verso società di capitali, ma il settore che attira maggiormente le neo imprenditrici è quello dei servizi alle imprese che può considerarsi quello maggiormente innovativo poiché raggruppa le attività professionali, l’informatica e la ricerca". Significative sono poi le cifre riguardanti la componente giovanile. Nel settore delle aziende femminile, sono 1085 le realtà produttive dove operano under 35. Anche in questo caso, guardando allo specifico, i comparti più popolosi sono quelli del commercio (289 imprese), altre attività e servizi (156), manifatturiero (133) e alloggio/ristorazione (125). salvini_sereni "La Camera di Commercio di Arezzo - spiega il segretario generale Giuseppe Salvini - è impegnata da sempre a sostenere e ampliare il ruolo svolto dal dinamismo femminile nel sistema economico locale. Le iscrizioni di imprese “rosa” sono aumentate ad un ritmo maggiore anche rispetto a quello delle imprese non femminili. Il mettersi in proprio costituisce un forte segnale della volontà di affermazione personale e professionale delle donne. Dobbiamo quindi facilitare con tutti gli strumenti possibili il consolidamento della presenza femminile nel mondo del lavoro e dell’impresa. In Italia, secondo i dati UE 2014, lavora solo il 46,8% delle donne. La media europea (a 27 Paesi) è del 59,7%. Siamo al penultimo posto, prima della Grecia 41,1% e lontanissimi dal 69,5% della Germania, dal 67,1% della Gran Bretagna e dal 60,9% della Francia. Se ci allineassimo agli standard europei il nostro pil aumenterebbe di circa sei/sette punti percentuali. L'ostacolo maggiore deriva ancora dal modello socio-economico della nostra società che non aiuta quelle che sono le due aspirazioni delle donne italiane per nulla diverse da quelle di tutti i Paesi sviluppati: avere un lavoro e fare figli".

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"Ad Arezzo oltre alla forte consistenza dell'imprenditorialità femminile è rilevante anche la presenza di donne nelle posizioni di vertice di enti pubblici, aziende private e nelle associazioni economiche di categoria - spiega la senatrice Donella Mattesini - Una realtà strettamente collegata allo stato dei servizi per l'infanzia e per gli anziani che nei nostri territori presentano percentuali di diffusione ben più elevate rispetto ad altre aree del Paese. Ne sono un esempio gli asili nido: a livello nazionale la percentuale dei bambini che vi accedono è di poco inferiore al 20%, in Toscana siamo intorno al 33 % ma in Calabria ad esempio siamo intorno al 2%. E' proprio sul tema dei servizi alle famiglie che si è concentrata l'azione del governo e del parlamento". salvini_sereni_mattesini "Occorre dare maggiore fiducia alle donne che si mettono in proprio, poiché l’imprenditoria rosa rappresenta una risorsa importante - ha sottolineato Anna Lapini presidente Comitato Imprenditoria Femminile - I dati che vengono presentati oggi sono molto incoraggianti, perché mettono in evidenza la dinamicità del territorio e la possibilità di sviluppare e realizzare nuove idee imprenditoriali. Occorre mettere in campo gli strumenti necessari per tradurre le competenze in progetti sostenibili anche nel lungo periodo. In altre parole è necessario intervenire sulla formazione e al contempo creare nuove opportunità per favorire interventi mirati a sostenere le donne nel fare impresa. Il comitato imprenditoria femminile di Arezzo in questi anni ha realizzato numerose iniziative. Ricordo ad esempio la IV tappa del “Giro d'Italia delle donne che fanno impresa", il progetto “Vivere alla pari” e il progetto "Goldf@shion" e i vari percorsi di formazione per neo imprenditrici". L'analisi della Camera di Commercio Le imprese italiane a fine 2015 hanno accelerato il ritmo di crescita e raggiunto i 6 milioni 57mila unità. Questo grazie a 372mila nuove iscrizioni che hanno più che compensato le 327mila cancellazioni con un saldo, quindi, di 45mila imprese in più. Dopo sette anni di crisi lo scorso anno il tessuto imprenditoriale ha visto un ritorno del ritmo di crescita delle imprese ai livelli del 2007 (+0,75%). Se il bilancio 2015 è stato positivo lo si deve in particolar modo alle imprese create da under 35 (+66.202 unità), alle imprese di stranieri (+32.000 unità) e a quelle create da donne (+14.300).

Ad Arezzo, sulla base dei dati del Registro delle Imprese a fine 2015, l'imprenditoria feminile dimostra una vitalità superiore a quella del complesso delle imprese. Le imprese femminili aretine crescono infatti nell'arco del 2015 dello 0,7% al netto delle cancellazioni d'ufficio, contro lo 0,4% registrato dall'imprenditoria in cui le donne non sono la maggioranza.

A fine anno le aziende in rosa hanno raggiunto quota 9.008 unità arrivando a rappresentare quasi un quarto (23,7%) del sistema imprenditoriale provinciale, mettendo in evidenza un peso specifico più elevato di quanto riscontrabile a livello regionale (22,9%) e nazionale (21,7%).

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Nelle imprese femminili aretine la presenza delle donne è non solo maggioritaria ma in quattro imprese su cinque è addirittura esclusiva (80,8%).

La crescita osservata nella provincia di Arezzo è comunque inferiore a quella riscontrata nel resto dei territori della Toscana, fatta eccezione per Siena (0,7%). Le province in cui le imprese di donne crescono maggiormente sono quelle di Grosseto (+2,8%), Prato (+2,6%) e Firenze (+2,1%).

tab_imprese_donne1Dal punto di vista della forma giuridica quasi due terzi delle imprese femminili sono imprese individuali, seguite dalle società di capitali (18,2%) e dalle società di persone (15,6%). Esigua la quota delle altre forme giuridiche.

Le imprese individuali femminili rappresentano il 28,3% del totale delle imprese individuali e sono la forma giuridica con il peso più elevato. Di seguito troviamo le società di persone e dalle cooperative (19,3%), le società di capitale (17,4%) e le altre forme (17,1%). Le società di capitali comunque sono la forma giuridica più dinamica evidenziando una crescita del 4,8% rispetto al 2014. Di poco inferiore quella delle altre forme (+4,3%), in parte facilitate anche dalla numerosità più ridotta. In flessione invece sia le società di persone (-1,1%) che le imprese individuali (-0,1%). A livello di settori di attività economica il commercio, con 2.216 imprese femminili, è il comparto con la presenza più numerosa di imprese femminili e rappresenta da solo quasi un quarto (24,6%) delle imprese “rosa”. Le imprese commerciali di donne rappresentano a loro volta oltre un quarto (25,8%) di quelle operanti nel settore.

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Il secondo settore in termini numerici è l'agricoltura, con 1.838 imprese di donne che costituiscono oltre un quinto del totale delle imprese femminili (20,4%). Il peso che queste hanno all'interno del settore cresce però ad un importante 30,5% (quasi una su tre). Segue poi il manifatturiero (1.176 imprese femminili, 13,1% del totale, 21,3% del totale delle imprese di settore) ed il variegato aggregato dei servizi.

Fra le imprese femminili, le imprese giovanili sono 1.085 e rappresentano una quota più elevata di quella riscontrabile fra le imprese non femminili: 12% del totale per le prime e 8,6% per le seconde.

I settori in cui la presenza delle imprese giovanili “in rosa” è più accentuata sono: il commercio (289 imprese), le altre attività di servizi (156 imprese), il manifatturiero (133 imprese) e le attività di alloggio e ristorazione (125 imprese).

Anche se a livello complessivo le imprese femminili di giovani sono rimaste le stesse nel corso del 2015, nei singoli settori ci sono state evoluzioni piuttosto differenziate: agli incrementi di rilievo dei servizi di alloggio e ristorazione (+11,6%), dell'agricoltura (+10,3%) e del commercio (+5,5%) fanno da contrappeso le flessioni del manifatturiero e degli altri servizi (entrambi -6,3%) e delle costruzioni (-3,8%).

Le imprese femminili “straniere”, cioè quelle in cui è maggioritaria sia la presenza femminile che quella di soggetti nati all'estero, sono 987 a fine 2015 e rappresentano l'11% delle imprese femminili, una quota più alta di quella delle imprese straniere non femminili sul totale delle non femminili (9,8%).

I settori in cui la presenza delle imprese femminili straniere è più accentuata sono: il commercio (257 imprese), le altre attività di servizi (186 imprese), il manifatturiero (178 imprese) e le attività di alloggio e ristorazione (104 imprese). Nel corso del 2015 le imprese femminili straniere sono cresciute di 63 unità con un incremento del 6,8% cui hanno contribuito un po' tutte le articolazioni settoriali con la sola eccezione del manifatturiero (-2,2%).

Infine le imprese femminili artigiane sono in provincia di Arezzo 1.997 e rappresentano il 19% del totale delle imrpese artigiane presenti in provincia (10.446). Rispetto alla fine del 2014 si sono ridotte in termini percentuali dell'1,3%. A livello settoriale operano prevalentemente nel manifatturiero (813 imprese) e nei servizi alla persona (814 imprese).

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