Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Il bilancio di fine anno della Cisl: resta il segno meno per l'edilizia

Non è facile fare un bilancio di quest’anno nella nostra provincia. Perché se da un lato gli indicatori generali: ore di cassa integrazione, tasso di disoccupazione e numero di scritti al collocamento segnano tutti indici positivi nel senso di un...

cisl_arezzo-2

Non è facile fare un bilancio di quest'anno nella nostra provincia. Perché se da un lato gli indicatori generali: ore di cassa integrazione, tasso di disoccupazione e numero di scritti al collocamento segnano tutti indici positivi nel senso di un miglioramento della situazione. Molte grandi aziende, invece, sono ancora in mezzo al guado ed il sistema bancario in generale e non solo Banca Etruria, non ha certo aiutato a fare opera di trasparenza e quindi avviare i necessari processi di ristrutturazione aziendale e finanziaria quando dovevano essere avviati tanto da prolungare le situazioni in attesa di una ripresa che non è mai venuta e aggravando, in molti casi, l'indebitamento finanziario.

Gli avviamenti al lavoro, prendendo a riferimento gli stessi periodi del 2014, vedono un incremento del 3,6% in provincia rispetto ad una media regionale del 5,8%; peggio di Arezzo solo Massa Carrara, Pisa, Prato e Siena. La Cassa integrazione vede un forte calo oltre la media regionale in quella ordinaria -34,8% ed in quella in deroga -94,3% mentre aumenta la Cassa integrazione speciale +10,0% in controtendenza ad un calo regionale del 12,3%. Ulteriore segnale che conferma una crisi accentuata nella nostra provincia vedi in alcune grandi realtà (Mabo, Del Tongo, Cose di Lana e tante altre).

Purtroppo la crisi di questi anni ha anche accentuato la perdita dei valori patrimoniali delle imprese e, questo elemento, non vede al momento segnali positivi, poiché il settore principale dei valori patrimoniali cioè l'edilizia è ancora vittima di un ulteriore calo. Gli iscritti in cassa edile sono calati di un ulteriore 5,35%(valore medio) da 1464 dell'ottobre 2014 ai 1338 del 2015.

Finchè non ci sarà una ripresa dei numeri degli occupati nell'edilizia non si potrà parlare di ripresa nella nostra provincia che è stata fortemente influenzata nello sviluppo da questo settore e lo è altrettanto nella crisi per la perdita di valori patrimoniali.

Probabilmente, visto il dato positivo del calo dei percettori di disoccupazione ordinaria 7013 nel 6/2014 e 6100 nel 6/2015 pari ad un-13% bisogna iniziare a guardare la ripresa in termini non solo provinciali, poiché molti giovani soprattutto laureati hanno iniziato ha trovare lavoro in altre zone del Paese. I dati ultimi della camera di Commercio confermano che la nostra è una provincia poco attrattiva per i laureati.

C'è sicuramente l'esigenza in provincia di riflettere intorno a questi numeri, uno sviluppo od una ripresa che vede i giovani laureati emigrare dalla nostra realtà non ci può fare dormire sogni tranquilli, il manifatturiero che ha dato lustro e ricchezza al territorio aretino rischia di indebolirsi ulteriormente se non si sviluppano intorno ad esso servizi di qualità che lo consolidino e lo strutturino per il futuro,.

E' questo un tema che ci deve vedere impegnati nel 2016 come sindacati, associazioni imprenditoriali, politica e Camera di Commercio. Il futuro della provincia dipende anche da noi e dalla spinta che sapremo dare verso la politica per il futuro dello sviluppo nel nostro territorio, dalle Università alle infrastrutture. Vanno create nuove condizioni, il solo passaggio dell'autostrada, che tanto ha fatto fino ad oggi per sostenere lo sviluppo, non basta più.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il bilancio di fine anno della Cisl: resta il segno meno per l'edilizia

ArezzoNotizie è in caricamento