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Graziella torna da Voice con un bilancio in chiaroscuro

L’azienda aretina lamenta la scarsa presenza di buyers internazionali alla prima fiera post-lockdown. L’emergenza sanitaria ha creato una limitazione degli spostamenti soprattutto da mercati extraeuropei

Un bilancio in chiaroscuro per Graziella al ritorno da Voice, prima rassegna orafa dopo il lockdown. L’azienda aretina era presente a Vicenza con le proprie collezioni in oro e in argento ma, nonostante la buona organizzazione della fiera e gli sforzi in tecnologia per gli incontri in videoconferenza, lamenta una scarsa presenza di buyers da molte aree del mondo a causa delle limitazioni negli spostamenti internazionali causate dell’emergenza sanitaria. Questa situazione ha configurato un freno ad una vera e propria ripresa degli affari soprattutto verso mercati extraeuropei quali Nord Africa, Medio Oriente ed Estremo Oriente dove è maggiormente diffusa e ramificata la rete commerciale di Graziella. Qualche segnale positivo è comunque arrivato dall’Est Europa, storicamente una delle aree di riferimento per l’azienda aretina, e dagli incontri virtuali effettuati con buyers dei mercati occidentali che hanno rappresentato l’occasione per avviare contatti con nuovi potenziali clienti.

Le attenzioni di Graziella si sposteranno ora da Vicenza verso Milano dove, da domenica 20 a mercoledì 23 settembre, è in programma la maggiore fiera dedicata alla pelle e agli accessori di moda: il Mipel. Questo evento sarà un’occasione per presentare le novità del progetto Graziella&Braccialini, tornando così a proporre nel panorama internazionale la fortunata intuizione di creare un connubio tra le borse della fiorentina Braccialini e i gioielli dell’aretina Graziella. «Voice - commenta Eleonora Gori, responsabile del commercio estero, - ha riscosso unanimi consensi per il format di ottimo livello e per gli sforzi tecnologici messi in atto per favorire meeting virtuali. Queste fiere devono però rappresentare un’occasione per incontrare addetti ai lavori di tutto il mondo e per trovare nuovi clienti, ma questo non è ancora possibile e, di conseguenza, il bilancio non può essere pienamente positivo. Per una reale ripartenza, infatti, è necessario una totale riapertura delle frontiere e degli spostamenti internazionali».

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