Economia

Gli aretini e la crisi economica: "Si sta peggio dell'anno scorso". Solo il 7% percepisce un miglioramento

Un sostanziale immobilismo economico e una visione "stazionaria" delle proprie possibilità di spesa. Anzi, se dovesse esserci un cambiamento nel futuro, questo sarà in peggio. Ecco le sensazioni degli aretini e dei toscani in relazione alle...

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Un sostanziale immobilismo economico e una visione "stazionaria" delle proprie possibilità di spesa. Anzi, se dovesse esserci un cambiamento nel futuro, questo sarà in peggio. Ecco le sensazioni degli aretini e dei toscani in relazione alle proprie prospettive.

Non c'è grande spazio per la fiducia nel report "La situazione economica e il mercato del lavoro in Toscana" pubblicato dall'Irpet lo scorso 9 luglio e al cui interno si trova il paragrafo-inchiesta "Il clima sociale e le aspettative dei toscani".

Attraverso una serie di interviste - fatte tra maggio e giugno - a residenti delle città capoluogo (tra cui Arezzo) e di realtà periferiche, viene tratteggiato un clima di scoramento. Per quanto riguarda le proprie condizioni economiche, le famiglie aretine intervistate hanno detto di aver percepito un sostanziale peggioramento delle stesse rispetto ai dodici mesi precedenti nel 44% dei casi. La maggioranza (49%), però, ha detto di sentirsi come l'anno prima; chi percepisce un miglioramento è solo il 7% del totale.

E il futuro?

Il quadro non muta significativamente - recita il report - se le famiglie toscane sono chiamate a valutare non l'evoluzione, passata e futura, del contesto generale ma il proprio tenore di vita. Anche in questo caso la parola d'ordine è stazionarietà. Il 67% delle famiglie ritiene che la proprio situazione economica non sia cambiata nell'ultimo anno né lo farà nel prossimo. Rispetto al 2017 questa sensazione di immobilismo verso il futuro è solo leggermente più attenuata, e non a favore di prospettive di miglioramento ma al contrario verso un maggiore pessimismo, dato che oggi il 18% dei toscani si attende un peggioramento delle proprie condizioni economiche, contro il 13% del 2017.

Le cause secondo i cittadini

La principale responsabilità della attuale situazione economica è attribuita alla classe politica, per l'incapacità di affrontare le sfide che frenano lo sviluppo. È la posizione che accomuna il 70% degli intervistati. Seguono a grande distanza la pubblica amministrazione, per la sua inadeguata efficienza (12%), il sistema produttivo per la sua bassa competitività (10%), ed infine la Comunità Europea e le sue politiche improntate al rigore (7%). Il grado di fiducia verso l'Europa resta elevato, tanto che solo una stretta minoranza ritiene che l'Italia dovrebbe uscire dall'Euro (9%).

Come investire le risorse a disposizione

Il rilancio della crescita è ritenuto una priorità dalla maggioranza delle famiglie toscane che lo ritengono un obiettivo da perseguire ancora prima delle istanze di coesione sociale. Con riferimento ad un budget ipotetico di 100 euro di risorse pubbliche, i toscani lo ripartirebbero destinando 59 euro agli obiettivi di crescita ed i restanti 40 a quelli della coesione sociale. Pensando alle politiche per la crescita, nel complesso prevalgono di stretta misura le misure che presuppongono un intervento dell'operatore pubblico (investimenti nella scuola ed università, e/o ricerca e sviluppo e/o investimenti infrastrutturali) rispetto a quelle incentrate sul principio del laisser faire (riduzione della pressione fiscale e contributiva, sostegno economico ai privati, riforme istituzionali e del mercato del lavoro). Pensando alle politiche per la coesione sociale, prevalgono nelle preferenze delle famiglie toscane in modo netto tre tipologie di interventi: le misure orientate a soddisfare un bisogno di natura sanitaria o di natura assistenziale e la lotta alla povertà; minore successo hanno invece le politiche a favore della natalità e conciliazione e soprattutto quelle per la integrazione delle minoranze etniche.

Proposte anti-crisi

Rispetto ai temi più spesso evocati - aggiunge il report - nel dibattito politico di questo periodo come soluzioni ai problemi del paese le opinioni dei toscani sono abbastanza chiare per quanto riguarda l'introduzione del reddito di cittadinanza e la revisione della riforma Fornero sulle pensioni. Il 53% si dichiara contrario alla prima soluzione, il 60% favorevole alla seconda. Più incertezza sull'introduzione di una flat tax, sulla quale prevalgono i contrari (42%) ma è presente un 34% di toscani che non è in grado di esprimere un'opinione.

@MattiaCialini

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