Giacomo Cariulo è il nuovo presidente Federazione Comunicazione di Confartigianato Arezzo

Già presidente dell'associazione di mestiere Ict, succede a Maurizio Baldi, che ricopre oggi il ruolo di presidente regionale della Federazione, nella quale resta comunque anche a livello provinciale come vicepresidente

Giacomo Cariulo è il nuovo presidente provinciale della Federazione Comunicazione di Confartigianato, che raggruppa Grafici, Tipografi, Fotografi e Ict. Cariulo, già presidente dell'associazione di mestiere Ict, succede a Maurizio Baldi, che ricopre oggi il ruolo di presidente regionale della Federazione, nella quale resta comunque anche a livello provinciale come vicepresidente.

“È un onore ma anche un compito impegnativo – commenta Cariulo dopo l'elezione – quello di ricevere questo incarico con un’eredità importante come quella di Maurizio Baldi, che negli ultimi anni è stato molto presente ottenendo importanti risultati per la categoria. Il fatto che resti alla vicepresidenza – prosegue Cariulo - è per me fondamentale perché continueremo a lavorare insieme e proseguiremo il lavoro già avviato impegnandoci per dare ancora più evidenza all'argomento globale della comunicazione, e della digitalizzazione”.

E prima di entrare nel merito degli obiettivi di questo mandato, il nuovo presidente ci tiene a sottolineare il forte legame che, nonostante le apparenze, unisce il sentire dell'artigiano al mondo del digitale e degli imprenditori digitali.

“È un tema questo – conferma Cariulo - che molti pensano si coniughi difficilmente con l'artigianato, invece poiché il mondo digitale è in continua e rapida evoluzione, è proprio la passione per questo lavoro, quella che anima l'artigiano, che consente di approcciarsi meglio a questo mondo. Senza l'amore e la passione che sono tipici degli artigiani non si riuscirebbe a stare dietro alla quotidiana evoluzione e innovazione del digitale.”

Ma come in tutte le cose di questo mondo all'amore vanno abbinate le risorse. “Superare il digital divide – sottolinea il presidente della Federazione – è ai primi posti nell'agenda strategica dell'Unione Europea e l'Italia rappresenta uno dei Paesi in fondo alla classifica in questo campo. Questo significa che nei prossimi sette anni avremo a disposizione molte risorse da investire per colmare questo gap e migliorare la competitività delle nostre imprese, a partire dalle infrastrutture digitali, passando per i servizi, la comunicazione, e soprattutto la cultura digitale. È indispensabile, in questo senso, un cambio di approccio, e iniziare a progettare le attività idonee in ottica digitale fin dall’inizio. Noi come Federazione di Confartigianato ci mettiamo a disposizione delle aziende per aiutarle ad approfittare delle risorse che arriveranno e saremo interlocutori delle Istituzioni per lavorare in questo campo, adoperandoci per fare rete a livello provinciale ma anche a livello regionale e nazionale. Saremo pronti a supportare chi ne ha bisogno e daremo rappresentanza forte ai settori che vivono questa rivoluzione.”

E per questo c'è anche un progetto ad hoc, quello dello Sportello Digitale, che Confartigianato ha già avviato e sul quale il nuovo presidente punta molto. “Sarà fondamentale – continua Cariulo – per offrire in maniera gratuita alle aziende la consulenza necessaria ai loro bisogni. Confartigianato sarà al loro fianco, in un dialogo costante che coinvolgerà i nostri esperti dei vari settori, a cominciare dall'area credito, per aiutare le nostre imprese a digitalizzarsi sfruttando le risorse che saranno messe a disposizione dai bandi europei, da quelli regionali e dalla Camera di Commercio. Senza dimenticare la sinergia tra i mestieri della Federazione che assieme collaborano alla creazione e valorizzazione del brand delle imprese."

Oggi sembra che tutto ruoti intorno al digitale. È così? “No – conclude Cariulo - non dobbiamo dimenticare le necessità e le istanze di tutti i nostri mestieri. Per questo sarà indispensabile continuare il percorso avviato in maniera proficua da Maurizio Baldi per aiutare settori che operano tradizionalmente offline, penso alle tipografie, e che più di tutti stanno subendo una doppia crisi: quella della rivoluzione digitale e quella del Covid che ha portato a una contrazione dei consumi molto preoccupante. Dobbiamo aiutarle a resistere e a trasformarsi”.

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