Economia

Furti nei ristoranti dell'Aretino. Confcommercio: "Non possiamo lasciare la città in balia dei malviventi"

La recente indagine realizzata in collaborazione con Format Research aveva già evidenziato come il Covid 19 avesse aumentato negli imprenditori il timore di rimanere vittime della criminalità

“È intollerabile l’escalation di furti che si sta verificando in questi giorni in provincia di Arezzo ai danni dei pubblici esercizi". La presidente di Confcommercio Toscana e aretina, Anna Lapini, interviene così a seguito degli ultimi episodi che hanno colpito alcune attività della provincia. È lei stessa a fare il punto della situazione richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.

"Nelle ore del coprifuoco - prosegue Lapini - non possiamo lasciare le nostre città in balia dei malviventi, chiediamo quindi maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine. Dopo gli episodi denunciati ad Arezzo, dove finora sono state colpite cinque attività, ci sono arrivate notizie di tentati furti anche nelle vallate, per esempio a Sansepolcro, sempre a danno di ristoranti. Logico che la paura di subire furti e atti vandalici stia crescendo tra gli imprenditori di tutti i settori e si aggiunga alle pesanti preoccupazioni legate al momento che stiamo vivendo. Non possiamo davvero permettercelo, né economicamente né psicologicamente. Per questo chiediamo un aiuto alle autorità”. 

La recente indagine realizzata nell’ambito dell’osservatorio congiunturale regionale da Confcommercio Toscana in collaborazione con Format Research aveva già evidenziato come il Covid 19 avesse aumentato negli imprenditori il timore di rimanere vittime della criminalità. E non solo di episodi criminosi di entità minore: il 20% dei commercianti e dei titolari di pubblici esercizi aretini avverte il rischio di usura e i tentativi della malavita di impadronirsi delle aziende. “Si tratta di timori fortemente accentuati dalla crisi pandemica e dall’incertezza dello scenario economico - commenta Anna Lapini - aumentano in chi si sente abbandonato dalle istituzioni, privo di un sostegno e di aiuti concreti. Chiediamo quindi di non essere abbandonati, e che non lo siano neppure le nostre città. Non vorremmo che dalle 22 in poi diventassero zona franca in mano a pochi balordi”. 

Confcommercio attente quindi la risposta del Prefetto: “c’è bisogno di avere rassicurazioni da chi sul territorio rappresenta la massima carica istituzionale”. 

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