Notti eroiche in collina: vignaioli aretini accendono fuochi per salvare le viti dal gelo

Una settimana durissima per l'agricoltura, in Casentino quattro produttori si sono coalizzati accendendo falò tra i filari e maxi candele

La primavera 2019 non è mai davvero decollata. Ma la scorsa settimana è stata davvero proibitiva per le coltivazioni della provincia. Temperature rigide, grandinate improvvise, gelate fuori stagione. A risentirne sono stati sia i frutteti che le piante di ortaggi. Molti agricoltori si sono difesi con reti anti grandine e sistemi contro la brina. Ma l'ondata artica - come testimoniato da Coldiretti - non è stata arginata in tutti i casi e l'associazione di categoria continua a far la conta dei danni.

Un caso davvero perticolare di efficiente contrasto al freddo, però, si è registrato in Casentino, dove quattro aziende vitivinicole si sono coalizzate per fronte contro il ghiaccio di una settimana fa. Sfruttando una tecnica consolidata al Nord e in generale nei vigneti di montagna: quella dei fuochi tra i filari. A distanza di qualche giorno, Marco Biagioli proprietario della cantina Ornina, tira un sospiro di sollievo: "Il pericolo immediato è scampato: i germogli sono salvi, anche se le piante restano stressate".  

Agricoltura ferita dall'ondata artica su frutta e ortaggi

Il racconto della notte dei fuochi

Abbiamo proceduto insieme - racconta Marco - noi, assieme a Federico Staderini del Podere Santa Felicita, Vincenzo Tommasi di Podere della Civettaja e all'agriturismo Antico Fio di Poppi. Abbiamo acquistato numerose maxi candele, facendo venire un carico dal Nord Italia. Un costo considerevole e non preventivato. Per coprire mezzo ettaro in collina sono occorse oltre mille euro di candele. C'è poi stato l'impegno in vigna: oltre alle candele abbiamo usato falò con i tralci delle viti che avevamo tenuto al riparo dall'acqua e presse di paglia. Con la mia ragazza, Greta, abbiamo fatto un lavoro enorme, restando con l'ansia: non sapevamo se questi accorgimenti sarebbero bastati per salvare le piante.

Ma a distanza di qualche giorno, è possibile dire che i danni diretti sono stati scongiurati dalle parti di Ornina (frazione del comune di Castel Focognano che dà il nome alla giovane e dinamica cantina di Marco Biagioli e Greta Tizzanini), quelli indiretti si potranno valutare soltanto in seguito. Un grande sforzo, portato avanti, come detto, anche da due pionieri del vino casentinesi: Federico Staderini (enologo di grande fama, che ha scelto il Casentino per produrre direttamente) e Vincenzo Tommasi, artefici - nel comune di Poppi - dei celebrati pinot noir Cuna e Podere della Civettaja. L'eroica "notte dei fuochi" è stata infine condivisa anche dall'Antico Fio, realtà specializzata nella produzione di syrah.

Foto tratta da facebook

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