Forbice su sanità: tagli per 10 miliardi di euro. Gli scenari tra presente e futuro

Povera sanità: altri tagli. Con i consueti arzigogoli il Governo, e, fatto gravissimo, il Parlamento stanno approvando altri 10 miliardi, sottolineo miliardi, di euro di tagli alla sanità in tre anni. Uno scempio: è di tutta evidenza che si...

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Povera sanità: altri tagli. Con i consueti arzigogoli il Governo, e, fatto gravissimo, il Parlamento stanno approvando altri 10 miliardi, sottolineo miliardi, di euro di tagli alla sanità in tre anni.

Uno scempio: è di tutta evidenza che si tratta di tagli che metteranno le aziende sanitarie in forti difficoltà, difficoltà che, in un modo o in un altro si ribalteranno, presto o tardi, sui cittadini. Bene fanno le Regioni a protestare per questa ennesima schifezza che le chiamerà a fare, ancora una volta, i salti mortali per mantenere i servizi. Bene ha fatto il Governatore della Toscana Enrico Rossi a farsi sentire con energia, e senza tener conto delle appartenenze partitiche.

Ma per quanto ancora è possibile andare avanti? C’è forse chi vuole uno scenario quale quello greco, dove i farmaci negli ospedali, naturalmente in quelli ancora in funzione, sono razionati? Perché proseguire su questa strada porterà a quel risultato. Con la favola della riduzione degli sprechi, viene portato avanti un chiaro disegno di smantellamento della sanità pubblica.

Cioè quello di distruggere il servizio sanitario nazionale, universale e – una volta – gratuito per tutti, il vero vanto della Repubblica Italiana nel mondo. E’ chiaro che questa procedura di soffocamento porterà, presto o tardi, a questo risultato. Dispiace notare che questo Parlamento non è in grado di fermare tale deriva. Ormai dai tempi del prof. Monti, sostengo, nella mia infinita modestia, che l’attività governativa e quella parlamentare potrebbero essere affidate a dei ragionieri invece che a dei politici, o tali definiti, eletti o non eletti. Non credo che per fare tagli alla spesa, e per aumentare le tasse, occorrano dei presunti pozzi di scienza.

Qualche capacità in più, devo ammetterlo, si è vista negli ultimi tempi nell’ammantare la politica della lesina, l’unica della quale sono capaci i governi italiani, con un mare di chiacchiere a fini di depistaggio. Ma anche questa frenetica attività, ormai mostra la corda. Spiace anche dover sempre ricordare che ogni riduzione della spesa pubblica, che per sua natura sempre si trasforma in stipendi, comporta una riduzione del potere di acquisto delle persone e delle famiglie, con evidenti gravissimi danni al sistema economico ed alla occupazione.

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Non è un caso che c’è chi dice, autorevolmente, che ci vorranno venti anni per riassorbire la disoccupazione. Quello che gran parte della classe politica nazionale italiana non ha ancora capito è che con la Grecia, pochi abitanti e ultimamente governata da antipatici, Lorsignori hanno usato i metodi bruschi, e purtroppo il peggio ancora deve arrivare. Con noi che siamo parecchi, e ci mostriamo mansueti, il trattamento è più lento. Ma il risultato finale, se non cambiamo strada, sarà lo stesso. Continuo a chiedermi se coloro che propongono, e coloro che approvano, simili scempi, si rendono conto delle responsabilità che si assumono.

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