Bper e Intesa si spartiscono le filiali Ubi, Faltoni (Fabi): "Ora vogliamo progetti!"

La sede storica di Corsa Italia a Bper, mentre il centro direzionale di via Calamandrei passa a Intesa

E’ uscita la lista delle filiali della provincia di Arezzo che passeranno da Ubi a Bper-Banca Popolare dell’Emilia Romagna; infatti, l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa aveva previsto, per evitare una eccessiva concentrazione di mercato, la cessione di un pacchetto di filiali (più di 500 in tutta Italia e circa 5mila dipendenti) alla banca modenese.

Nella provincia di Arezzo, tale accordo di cessione si sostanzia con la vendita a Bper di 18 filiali, compresi due mini sportelli; diciotto filiali su 32 andranno a Bper e gli altri resteranno con Intesa.

Partendo dalla città di Arezzo, andranno a Bper la storica sede ex Etruria di Corso Italia e le filiali di via Romana, della zona industriale, dello sportello presso l’ospedale, della zona Giotto/via Caravaggio, poi Ponte alla Chiassa e Indicatore. Nel Comune, quindi, delle 13 filiali Ubi ex Etruria (e un minisportello), 7 vanno a Bper (e il mini) e 6 restano a Intesa.  

Guardano invece alla provincia, quasi tutte le filiali Ubi del Casentino verranno cedute, tranne Capolona: Bibbiena Stazione e Soci, Chiusi della Verna, Rassina, Pratovecchio e Ponte a Poppi; stesso discorso per la Valtiberina, con Sansepolcro e Anghiari che diventeranno Bper. Invece, la Valdichiana resta con Intesa (Castiglion Fiorentino, Camucia, Foiano, Marciano e Monte S. Savino). Delle tre filiali Ubi del Valdarno, solo Castiglion Fibocchi andrà in Bper, mentre S. Giovanni Valdarno e Montevarchi restano con Intesa. 

"Saranno ceduti anche alcuni uffici in Arezzo, ma i dettagli saranno specificati in seguito. Limitandoci per ora alle sole filiali, si ipotizza un passaggio a Bper di più di cento dipendenti. Nessuna cessione di filiali invece nel resto della Toscana. Ora, mentre sono già partiti gli incontri sindacali per valutare e disciplinare l’impatto che tale “cessione di ramo d’azienda” avrà sui lavoratori, ci aspettiamo da Bper, che nella provincia aveva solo una filiale, un vero e grande progetto, che dia un significato profondo al suo insediamento nella nostra terra, andando a ereditare una buona fetta di quella che è stata per più di centotrenta anni la banca locale. Ci aspettiamo da Bper attenzione e massima valorizzazione dei dipendenti, nell’interesse dei clienti e delle economie dei territori. Sui lavoratori, nessuno dimentichi le vicissitudini che hanno dovuto sopportare in questi ultimi anni, dal commissariamento di Banca Etruria, al famigerato decreto di “risoluzione” (novembre 2015), alla fusione in Ubi (novembre 2017). Da parte nostra, come primo sindacato nel settore bancario, affronteremo a Milano, Modena – dove Bper ha sede – in Toscana e ad Arezzo, tutte le fasi di questo nuovo cambiamento, senza fare sconti, ma con spirito pratico e costruttivo.

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