Fiera dei record, oltre la metà degli espositori da fuori regione. Migliaia di visitatori. Comanducci: "Servono soldi per continuare la promozione"

Si è chiuso il sipario sulla Fiera Antiquaria da record. Dall'anniversario, atteso e ambito, dei 50 anni, al bagno di folla nel quale si è ritrovato il centro cittadino. Il primo bilancio ieri è stato stilato dall'assessore Comanducci: "Una Fiera...

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Si è chiuso il sipario sulla Fiera Antiquaria da record. Dall'anniversario, atteso e ambito, dei 50 anni, al bagno di folla nel quale si è ritrovato il centro cittadino. Il primo bilancio ieri è stato stilato dall'assessore Comanducci: "Una Fiera da incorniciare" ha commentato. E mentre il reale andamento della manifestazione lo si capirà in base agli incassi degli espositori, ci sono già alcuni numeri che balzano agli occhi. In primis quelli relativi alla provenienza degli antiquari.

"Nell'ultimo sondaggi fatto, circa un anno e mezzo fa - ha spiegato Comanducci - è emerso che la maggior parte degli espositori arrivavano dalla provincia e dalla regione". Il respiro nazionale dell'evento, stando ai dati, di anno in anno si sarebbe ridotto. Fino ad arrivare, poco più di un anno fa, ad arrivare a contare il 65 per cento dei posti occupati da espositori "casalinghi", provenienti cioè dalla Toscana. Di questi, la metà sono risultati aretini. La dimensione nazionale - o addirittura internazionale, come avrebbe voluto Ivan Bruschi - è apparsa dunque lontana.

"Il nostro obiettivo voleva e vuole essere quello di riportare ai livelli di un tempo la Fiera - spiega Comanducci -. E il lavoro più importante da fare insieme alla Fondazione In Tour è quello sul marketing. I primi risultati questo fine settimana si sono visti. Ma servirà molto lavoro".

Ma quali sarebbero questi risultati? "In questa edizione oltre il 50 per cento degli espositori sono arrivati da fuori regione. Inoltre gli 'spuntisti' sono stati 80, un numero enorme per questa manifestazione. Nel futuro dunque dovremo continuare a lavorare sulla comunicazione. Non sarà facile, perché servono soldi da investire per farlo. Per questa estate abbiamo rinunciato a Back in Time destinando il budget alla fiera, ma è una logica che va mantenuta l'intero anno, non solo per una stagione. In futuro dovremo trovare il modo di continuare a tenere viva l'attenzione a livello nazionale".

Intanto per l'intera estate si preannuncia un "bombardamento" di eventi collaterali che vedono coinvolte anche le categorie economiche aretine.

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"Poi dovremmo iniziare a cercare soldi: perché per le attività di promozione ne servono molti".

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