Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

"Dopo la pandemia più forti e uniti". Federico Vestri confermato presidente dei ristoratori aretini

Come vanno i locali? "Dal lunedì al giovedì ci sono gli impiegati che ordinano il pranzo da consumare in ufficio, la sera le famiglie che ordinano la cena. Il fine settimana, invece, la gente preferisce uscire di casa tornare a frequentare i locali”

Federico Vestri, immagine fornita dall'ufficio stampa di Confcommercio Arezzo

L’associazione Ristoratori di Confcommercio Arezzo ha scelto nuovamente Federico Vestri alla presidenza del gruppo provinciale. L’imprenditore aretino, classe 1972, da anni impegnato a sostegno della categoria, apre così il suo secondo mandato. Ad affiancarlo ci saranno due vicepresidenti, Teresa Amendola de I tre bicchieri e Alessandro Lombardi de Gli Ostinati, e i consiglieri Sonia Brunacci de L’Osteria dei Mercanti, Gianfranco Ciabatti del Tortello Divino, Caterina Cini de La Tagliatella, Laura Migliorini de La Chiantineria, Elena Rosano di Saffron e Federico Salvini del Teorema del Gusto. Un consiglio direttivo dove le “quote rosa” non sono certo un problema: per la prima volta, infatti, fanno ingresso ben cinque donne imprenditrici su nove consiglieri, ovvero più del 66% della rappresentanza, a testimonianza di come la ristorazione sia sempre più caratterizzata dalla presenza femminile.

“I ristoratori rappresentando un punto di riferimento nel mondo Confcommercio – spiega con orgoglio Federico Vestri, proprietario insieme al fratello Fabio e alla moglie Francesca di cinque locali tra Arezzo e Siena: lo storico Crispi’s, i due del format “Ristoburger Easy”, il Mexcal e Ipokeyou, inaugurato appena una settimana fa.  “La pandemia ci ha messo davanti sfide terribili, ma ci ha resi ancora più uniti e forti di prima. Se abbiamo superato i momenti più bui di questi ultimi due anni è proprio grazie al concetto di squadra: quando molti di noi pensavano di non farcela, e che “tirare giù il bandone” sarebbe stata la scelta più semplice, anche se dolorosa e umiliante, ci siamo confrontati con i colleghi e con la struttura, consigliati e spronati. Abbiamo anche studiato tanto, rimettendo in gioco le cose che sapevamo: chi riscoprendo la tecnologia e l’innovazione, tra menù digitali e social media per restare in contatto con i clienti, chi puntando su servizi come la consegna a domicilio, magari mai sperimentati prima. Senza contare le modifiche che abbiamo dovuto apportare ai nostri locali, anche se le norme antiCovid non hanno cambiato poi di molto certe procedure attente che già seguivamo da tempo con i protocolli per l’igiene e la sicurezza degli alimenti. Perché la salute dei nostri clienti è da sempre nelle nostre priorità”.

Ora, con l’arrivo dell’estate, il piano antivaccinale che procede finalmente spedito e l’allentamento delle misure più restrittive, il settore della ristorazione sta riprendendo un po’ di fiato, ad Arezzo come nel resto del paese. “La ripartenza è forte e consistente, contiamo che l’estate segni un boom. Dopo questi mesi di perdite continue ce n’è bisogno, anche per continuare a garantire l’occupazione. L’auspicio è di poter tornare funzionali al 100% della nostra capienza, anche se non abbandoneremo servizi come l’asporto e la consegna a domicilio: queste novità che ci ha portato il lockdown alla fine continuano a dare un buon riscontro, soprattutto nei primi giorni della settimana. Dal lunedì al giovedì ci sono gli impiegati che ordinano il pranzo da consumare in ufficio, la sera le famiglie che ordinano la cena. Il fine settimana, invece, la gente preferisce uscire di casa tornare a frequentare i locali”.

La medaglia ha purtroppo anche un lato negativo. “Anche se il peggio sembra passato non mancano le criticità per il nostro settore – chiosa il presidente dei ristoratori – dopo il periodo di chiusura abbiamo perso tanta manodopera: i giovani da una parte hanno voglia di vivere e divertirsi, fattore che fa passare il lavoro in secondo piano, e dall’altra il reddito di cittadinanza rappresenta un vero deterrente. Perché trovare un impiego quando si possono avere soldi dallo Stato senza fare nulla? Per superare l’impasse occorre fare una riflessione profonda, che coinvolga famiglie e scuola, anche perché la ristorazione ha bisogno di personale preparato. Non ci si improvvisa camerieri di sala, cuochi o store manager: ecco perché facciamo tanta fatica a trovare nuovi addetti da assumere”.

Per il futuro, l’Associazione Ristoratori Aretini ha in serbo nuovi progetti: “turismo, accoglienza e formazione saranno gli elementi da sviluppare nei prossimi 5 anni. Vogliamo mantenere per Arezzo e la sua provincia un ruolo di primo piano nella crescita del settore ristorazione”.

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