Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Fabi: "Buone notizie da Bergamo. Attesa per il piano industriale del Gruppo Ubi"

"Anche se era, forse, tutto scontato, arrivano da Bergamo buone notizie per Nuova Banca Etruria e per le altre due banche-target, CariChieti e Banca Marche (banca questa che nella scorsa notte ha visto la firma dei sindacati per 270...

"Anche se era, forse, tutto scontato, arrivano da Bergamo buone notizie per Nuova Banca Etruria e per le altre due banche-target, CariChieti e Banca Marche

(banca questa che nella scorsa notte ha visto la firma dei sindacati per 270 prepensionamenti, circa il 10% della loro forza lavoro).

Infatti, l'assemblea dei soci di Ubi Banca ha deliberato sabato 7 aprile, col 99,8%, l'aumento di capitale sociale per 400 milioni di euro finalizzato

all'acquisizione dei tre istituti regionali." Così i rappresentanti della Fabi di Arezzo si esprimono sui passaggi di questi giorni nella città natale di Ubi.

"Letizia Moratti, presidente del Consiglio di gestione, ha subito chiarito che la delibera assembleare non serve a coprire le perdite, ma ad aumentare gli indici di solidità del Gruppo post integrazione; affermazione che, in qualche modo, fa il paio con quanto sempre detto dall'amministratore delegato Victor Massiah, e cioè che l'acquisto delle Good bank non era un salvataggio, ma un'operazione per creare valore.

Sin dalla "risoluzione" del novembre 2015, la Fabi ha sempre affermato con nettezza e convinzione che Nuova Banca Etruria sarebbe stata per il futuro compratore un vero e proprio affare, a maggior ragione per l'istituto di Bergamo, pressoché assente in Toscana; un affare che parte proprio dall'alta qualità professionale dei lavoratori, la vera Good bank, come andiamo ricordando da tempo.

Una settimana prima dell'assise dei soci UBI, il 31 marzo scorso nella banca aretina c'era stata la firma dell'accordo sindacale sui nuovi prepensionamenti, oltre alla conferma e alla disciplina di altre importanti materie. Insomma, due traguardi importanti di questa estenuante corsa a tappe.

Però, la gara continua: attesa del via libera all'operazione da parte delle autorità europee e dell'Antitrust, vendita delle sofferenze, passaggio di

proprietà e l'entrata nel Gruppo Ubi. Secondo l'a.d., questo dovrà avvenire entro fine giugno, anche se molti si aspettano tempi più brevi.

Altre tappe, quindi, in attesa del "tappone dolomitico" - usando una metafora ciclistica - che sarà il piano industriale del "nuovo" Gruppo Ubi, piano che comprenderà anche le tre banche e che dovrebbe svelare lo scenario futuro delle filiali di tutti i nostri territori, del Centro direzionale di Via Calamandrei, dei livelli occupazionali, delle società del Gruppo Etruria e delle varie competenze da conservare in loco. Altre tappe che necessitano di un gioco di squadra, da una parte i lavoratori coi loro rappresentanti sindacali, dall'altra gli enti locali, i rappresentanti politici, le associazioni di categoria e tutti i "portatori di interesse". A tal proposito, e tanto per cominciare a farsi un'idea, l'azionariato di Ubi è composto - come ha detto il presidente del Consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio - per una metà da fondi, ma per l'altra metà dai soci storici territoriali. La Fabi, il primo sindacato in Italia tra i dipendenti di banca e anche in Ubi, è pronta per i prossimi traguardi.

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