Disastro export: la Toscana (e Arezzo) tra le zone più vulnerabili d'Italia

Si rischia di pagare un prezzo altissimo, tra i maggiori d'Italia, per quanto riguarda le conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria. L'indagine di Infodata del Sole 24 Ore su dati Prometeia

La Toscana e il territorio aretino rischiano di pagare un prezzo altissimo, tra i maggiori d'Italia, per quanto riguarda le conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria. Perché particolarmente vocate all'export e quindi penalizzate dal rallenamento degli scambi internazionali.

Prometeia - riporta un'analisi di Infodata del Sole 24 Ore - stima un calo del 14% del commercio internazionale nel 2020 rispetto al 2019. Una contrazione molto forte che avrà un effetto su quasi tutti i settori industriali e sui territori regionali. In questo scenario, quale regione soffrirà maggiormente il calo del commercio e perché?

Tre i fattori presi in considerazione dallo studio: il contributo dell’export al Pil di ogni regione; i settori di specializzazione che incidono maggiormente sull’export in ogni regione; i Paesi di sbocco delle merci.

Prometeia ha così costruito un indice di vulnerabilità (compreso tra 0 e 1), dove 1 rappresenta il massimo. La Toscana si pone al terzo posto tra le regioni più vulnerabili d'Italia, con un indice di 0,7665, dietro soltanto a Emilia Romagna (0,8367) e Veneto (0,8186). Il Centro nord, in generale, è più segnato dalla flessione dell'export, mentre alcune regioni del Sud appaiono subire meno le conseguenze del "congelamento" dovuto all'esplosione della pandemia Covid. "La Calabria - spiega il Sole 24 Ore - mostra la sua pressoché immunità alla contrazione del commercio internazionale".

Per quanto riguarda la Toscana è significativa la domanda in forte calo di Francia, Germania e Stati Uniti.

Oro e moda sono i pilastri dell'economia della provincia e l'impronta aretina sulla perdita di export è bene impressa nei due principali settori toscani che accusano la crisi: il Sistema Moda, che riguarda il 32,7% del complesso delle esportazioni regionali, e la Metallurgia, la cui fetta è dell'11,8%. Seguono poi Meccanica (11,4%) e Farmaceutica (7,1%).

I dati Irpet di marzo

Intanto, lo scorso 19 maggio, l'Irpet ha diffuso i dati della produzione industriale toscana, provincia per provincia, relativi al mese di marzo 2020. Arezzo è il secondo territorio della regione (dopo Prato) più penalizzato dal lockdown.

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"La provincia - spiega l'Istituto regionale per la programmazione economica toscana - che sembrerebbe aver sofferto maggiormente nel corso di marzo è stata quella di Prato, con una flessione della produzione industriale complessiva che calcoliamo in un -42,3% rispetto al mese di marzo di un anno prima. Se accorpiamo anche i primi due mesi dell’anno otteniamo una flessione del primo trimestre 2020 rispetto a quello del 2019 che è pari al -19,4%. Nessuna altra realtà locale interna alla regione ha subito una tale ripercussione. La gravità della situazione pratese emerge ancor più se estendiamo la nostra prospettiva di analisi così da considerare gli ultimi quindici anni. Stando all’IPIR Prato in questo ultimo trimestre ha prodotto poco più che la metà di quanto produceva a fine 2006. La provincia che più si avvicina a questi risultati è Arezzo con una caduta mensile del 38,0% (la flessione nel trimestre è del -13,0%) ma la dinamica complessiva degli ultimi quindici anni sembrerebbe meno pesante di quella pratese".

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