Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Export giù del 10%. L'analisi della Camera di Commercio: "Risalita nel 2021"

L'oreficeria, dopo un primissimo ritorno al lavoro tra entusiasmo e grandi speranze, ha subìto una brusca battuta di arresto

Dieci punti percentuali in sessanta giorni. Di tanto è calato l'export nei mesi di marzo e aprile in provincia di Arezzo. I dati sono quelli espressi nell'ultima analisi, diffusa dalla Camera di Commercio ed eseguita dall'agenzia Prometeia, relativi alle prime otto settimane di lockdown imposte dal governo a causa dell'emergenza Covid-19. Un bilancio pesante soprattutto in considerazione del fatto che la provincia aretina, primo distretto orafo a livello europeo, è da sempre il motore trainante dell'economia italiana per quello che concerne quest'ambito con la più alta percentuale di esportazioni di gioielli verso l'estero. Soltanto nell'ultima indagine sulla qualità della vita, pubblicata dal Sole 24 Ore lo scorso dicembre, Arezzo era la seconda provincia italiana per percentuale di beni venduti oltre i confini nazionali. Nei due mesi appena trascorsi però, l'impatto delle chiusure forzate e della sospensione del commercio ha imposto una brusca frenata. 

Secondo quanto appurato dall'ente camerale, la chiusura completa nei mesi di marzo-aprile e la difficile ripresa delle attività nei mesi successivi condizioneranno pesantemente il risultato del 2020. Le previsioni per la provincia di Arezzo indicano una flessione del 10% delle vendite all’estero che potrebbero essere recuperate in parte nel 2021 (+7,5%). Per Siena la flessione prevista è ancora più pesante (-12,4%), con un recupero del 5,5% nel 2021.

Sui risultati pesa il forte rallentamento della quasi totalità delle economie mondiali (forse con la sola eccezione della Cina), che stenta a far ripartire gli ordinativi all’industria nazionale. Il grosso dell’attività attuale è concentrato nell’evasione degli ordini già in portafoglio prima del lockdown.

A questo impietoso colpo inferto al motore dell'economia locale ha contribuito anche l'imponente crollo delle vendite al dettaglio dei beni non alimentari. Gli indicatori mostrano come l'impatto dell'emergenza Covid in Toscana sia stato tra i più pesanti a causa della sua vocazione al manifatturiero. Stando ai dati Irpet, la produzione industriale ha visto una flessione complessiva del 33,1 soltanto nel mese di marzo. I risultati peggiori sono stati riscontrati nel tessile, abbigliamento e prodotti della pelletteria. Grosse incognite anche per il comparto turistico dove Irpet ha stimato una contrazione che varia tra i 4,1 miliardi e i 7 a seconda dell'evoluzione della stagione oltre che di eventuali ondate pandemiche. 

L'oreficeria, dopo un primissimo ritorno al lavoro tra entusiasmo e grandi speranze, ha subìto una brusca battuta di arresto. Il grande appuntamento fieristico, Oroarezzo, è stato rinviato al 2021, gli scambi commerciali con l'estero restano bloccati e il prezzo del metallo prezioso è alle stelle. "Una crisi così drammatica non si è mai vista - ha sottolineano Giordana Giordini, presidente Federorafi Confindustria Arezzo - se le rotte aeree riapriranno a luglio, avremo anche giugno con fatturato quasi a zero. E intanto i costi avanzano, fra tutti quello assicurativo sul quale incide il costo della materia prima che è molto alto".

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