Ex Mabo, il grido dei lavoratori: "C'è chi rischia di perdere la casa, senza stipendi non ce la facciamo più"

Appello al commissario, alle istituzioni e alla Granducato

La manifestazione alla Mabo di questa mattina

"Non ce la facciamo più ad andare avanti così. Dopo gli innumerevoli sacrifici che abbiamo fatto nell'ultimo anno e mezzo, non è più possibile vivere senza una minima certezza di poter avere quanto di nostro diritto: la giusta retribuzione per il lavoro svolto."

Questo è il grido dei dipendenti della Granducato Edilizia e Energia, con sede produttiva a Bibbiena, l'impresa che ha rilevato la Mabo Prefabbricati in amministrazione straordinaria tramite l'affitto di ramo d'azienda. 

Questa mattina dopo l'ennesima assemblea tenutasi in fabbrica è seguita una manifestazione dei dipendenti nel piazzale esterno, alla presenza dei sindacati, per la Fillea Cgil Antonella Pagliantini e per la Filca Cisl Gilberto Pittarello. 

Nonostante l'accordo tra le parti del marzo 2018 ci sono stati mancati pagamenti delle retribuzioni arretrate che dovevano avvenire in maniera reatela, così con il passare dei mesi si sono accumulate ingenti somme che l'azienda deve ai dipendenti. Nonostante ciò i lavoratori hanno continuato a operare con innumerevoli sacrifici alternando giorni di effettivo lavoro a quelli di cassa integrazione, con la promessa da parte dei titolari che tutto sarebbe andato in breve tempo a buon fine. 

Ad oggi invece i lavoratori vantano nei confronti della Granducato, il mancato pagamento delle mensilità di agosto, settembre, ottobre, novembre e la tredicesima. 

Da parte sua l'azienda lamenta mancanza di liquidità per fatture emesse e non ancora riscosse e ha chiesto più volte ai lavoratori di aspettare. L'ultima ennesima promessa è stata quella del pagamento di una mensilità prima di Natale per dar modo ai lavoratori di passare serenamente almeno le feste, ma tutte le speranze sono cadute nel vuoto.

Al rientro dopo l'Epifania i lavoratori ormai allo stremo, con grande dignità hanno voluto apertamente comunicare il loro malessere e far conoscere la loro situazione. 

Sono lavoratori che hanno lottato in silenzio, con enormi difficoltà, per potersi mantenere il posto di lavoro. Lavoratori che chiedono a chi di dovere di intervenire per aiutare trenta famiglie che non percepiscono da quattro mesi la retribuzione, tra loro ci sono dipendenti che rischiano di perdere la casa per non aver potuto pagare il mutuo o l'affitto, e non ce la fanno più.

L'appello

Il grido di dolore dei lavoratori è rivolto a tutti, alla propria azienda a cui tengono, alle istituzioni, al commissario della Mabo Prefabbricati, che ha concesso alla Granducato di poter avere fidi necessari per pagare gli stipendi. E' una situazione difficile e tragicamente complicata. I lavoratori chiedono con forza aiuto concreto:

"Chi ci può aiutare lo faccia, senza esitare, perché teniamo al nostro posto di lavoro e sappiamo purtroppo cosa succederebbe in caso contrario." 

E' una vicenda triste nella quale non c'è in ballo solamente la tenuta occupazionale di un territorio, ma la stessa "vita" di trenta lavoratori del Casentino e delle loro famiglie, ridotte ormai allo stremo.

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