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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

Ecobonus e ristrutturazioni: Confartigianato chiede la conferma di sconto in fattura e cessione del credito

Richiesta congiunta al Governo di tutte le associazioni del comparto per arrivare fino al 2024

Sconto in fattura e cessione del credito per ecobonus e ristrutturazioni: il Governo faccia chiarezza e disponga che queste misure restino almeno fino a dicembre 2024. Questa, in sintesi, la richiesta inviata congiuntamente da Confartigianato e dalle altre associazioni che riuniscono le imprese del comparto edile, dell'impiantistica e del legno arredo. A illustrare la posizione del mondo imprenditoriale sono Giordano Cerofolini, presidente della federazione Edilizia, Leonardo Fabbroni, presidente della federazione Legno, e Simone Bolgi, presidente della Federazione Impianti di Confartigianato Arezzo.

“Tutte le associazioni che rappresentano il nostro comparto – spiegano ad una voce i tre presidenti – condividono questa posizione, che è stata riassunta in un documento congiunto inviato al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri competenti: Daniele Franco per il MEF, Roberto Cingolani per la Transizione ecologica e Giancarlo Giorgetti per lo Sviluppo Economico.”

La posizione di tutto il comparto italiano dell’involucro edilizio è di forte preoccupazione per la “mancata chiarezza in relazione alla conferma dello sconto in fattura e della cessione del credito per Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni.”

“Dopo una lettura attenta – soggiungono Cerofolini, Fabbroni e Bolgi - delle bozze circolanti del DL Bilancio 2022 possiamo dire di aver apprezzato molto la proroga dell’Ecobonus 50% e del Bonus Ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2024, ma al tempo stesso le nostre Associazioni e le migliaia di Imprese del settore sono estremamente perplesse su un punto: il testo del DL attualmente circolante avrebbe esteso la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura solo al Superbonus escludendo di fatto questa possibilità per l’Ecobonus e per il Bonus Ristrutturazioni. Se venisse confermata questa interpretazione limitativa – sottolineano in coro- gli effetti sul comparto sarebbero deleteri”.

Cerofolini, Fabbroni e Bolgi spiegano poi in dettaglio i motivi di questa posizione e della forte preoccupazione per le conseguenze negative della mancanza di queste misure per tutto il comparto.

“Tutte le imprese industriali e artigianali della filiera - ribadiscono - hanno infatti investito cifre considerevoli dei propri bilanci in campagne di comunicazione, in piattaforme finanziarie e in accordi con il settore del credito o delle multiutilities volte a comunicare e offrire la cessione del credito o lo sconto in fattura ai consumatori italiani. Senza questi due strumenti, nei fatti, sia l’Ecobonus, sia il Bonus Ristrutturazioni subirebbero un depotenziamento sostanziale provocando gravi conseguenze sui bilanci delle Imprese e rischiando di fornire una brusca frenata al circolo virtuoso della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano verso il quale il comparto di serramenti e schermature solari ha fornito un contributo straordinario negli ultimi anni. Sconto in fattura e cessione del credito - aggiungono - sono strumenti da poco tempo a disposizione del mercato e interromperli proprio quando stanno sedimentandosi fra i consumatori italiani e dopo un impegno gravoso dell’intera filiera (dal settore industriale alla più piccola realtà artigianale) significherebbe vanificare il raccolto dopo la semina.”

Ed ecco dunque l'azione congiunta di tutte le associazioni nei confronti del Governo con una lettera inviata al presidente del Consiglio e ai ministri interessati.

“Con questa lettera le nostre Associazioni – concludono i tre presidenti di federazione di Confartigianato- richiedono l’impegno del Governo su questa tematica, o fornendo una chiave interpretativa estensiva del testo già circolante riguardo la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura fino al 31 dicembre 2024 o esplicitando attraverso un apposito emendamento concordato fra Governo e Parlamento la suddetta proroga.”

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