Economia

Emergenza E45, le camere di commercio scrivono a Conte: "Tempestività per la riapertura in sicurezza"

La missiva è indirizzata anche al vice premier Di Maio e al Ministro Toninelli.

Massimo Guasconi

Fanno fronte comune, le camere di commercio delle zone toccate dalla E45per difendere l'economia dei loro territori che è strettamente legata al trasporto su gomma. Una missiva è partita in questo senso all'indirizzo del presidente del consiglio Giuseppe Conte, del vice premier Luigi di Maio, che ha anche la delega allo sviluppo economico, del ministro per le infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli. La richiesta è presto detta: "... Sollecitiamo, pertanto, la massima tempestività per la messa in sicurezza e riapertura del viadotto, almeno a senso unico alternato, fino alla totale messa in sicurezza."

La richiesta porta la firma di Massimo Guasconi presidente della Camera di Commercio Arezzo - Siena con i colleghi Fabrizio Moretti dell'ente camerale della Romagna, Natalino Gigante, presidente di quella di Ravenna e Giorgio Mencaroni, presidente Camera di commercio di Perugia.

La lettera è corroborata da una serie di analisi e di dati che evidenziano la mole di traffico che assorbiva la E45 e che adesso si è spostata su altre direttrici, mettendo in serio rischio la tenuta del traffico anche autostradale, senza dimenticare le ricadute negative in vari settori dell'economia.

"Il sequestro preventivo, da parte della Procura di Arezzo, del viadotto Puleto che collega Emilia Romagna e Toscana, con conseguente chiusura della superstrada E45, legittimo e condivisibile nell’ottica della prevenzione di incidenti e/o disastri, sta creando disagi e danni notevoli alle imprese, certamente delle zone interessate, ma anche di tutto il territorio italiano. La E45 è, infatti, un’arteria cruciale per il collegamento Adriatico–Tirreno e l’attuale chiusura crea, di fatto, una spaccatura che divide in due il traffico viario dell’intero Paese, con ripercussioni economiche notevoli dirette in termini di perdita di ricchezza prodotta e di competitività in comparti produttivi strategici a livello nazionale quali l’agroindustria, il commercio, il turismo, i trasporti su gomma." 

Alcuni dati

"Per l’Umbria si tratta dell’unica dorsale che attraversa da Sud a Nord la Regione per oltre 140 Km. e che garantisce il collegamento con le altre Regioni del Centro-Nord. Per esempio, prendendo in considerazione il tratto viario da San Piero in Bagno a Borello (provincia di Forlì-Cesena), nel periodo dicembre 2017 / novembre 2018 (12 mesi), il numero totale di transiti sulla SS3 BIS (E45) sono stati 10.310.857, per una media giornaliera pari a 28.641 transiti1 . Questi transiti ora andranno a sovraccaricare ulteriormente, i nodi autostradali, in particolare di Bologna che già presenta criticità di traffico e, in misura minore, di Teramo.

1 * Fonte: Regione Emilia-Romagna - Servizio Viabilità, logistica e trasporto per vie d'acqua (banca dati Flussi on line). 

Le lacune dei percorsi alternativi

"I percorsi alternativi previsti, inoltre, soffrono da tempo di mancanza di manutenzione e la tipologia (tratti di strada di montagna, stretti e pieni di curve) e il manto stradale in cattive condizioni li rendono non adatti al traffico pesante. Infrastrutture e viabilità sono temi di particolare interesse per il sistema imprenditoriale e per le Camere di commercio; costituiscono, infatti, aspetti fondanti sui quali si articola e prende forma la crescita economica, poiché garantiscono accessibilità, incentivano l’interconnessione sistemica con le filiere integrate di produzione-logistica-distribuzione e favoriscono le condizioni migliori per la competitività dei territori e del sistema Paese. Sollecitiamo, pertanto, la massima tempestività per la messa in sicurezza e riapertura del viadotto, almeno a senso unico alternato, fino alla totale messa in sicurezza."

Delle preoccupazioni e delle richieste al Governo sono stati informati anche il presidente di Unioncamere italiana Carlo Sangalli e i parlamentari esponenti delle province Forlì-Cesena, Ravenna, Perugia, Arezzo, i presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e i presidenti delle province Forlì-Cesena, Ravenna, Arezzo, Perugia e i sindaci di tutti i comuni delle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Arezzo, Perugia.

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