Decreto Rilancio e preoccupazioni. Dai commercialisti: "Tante chiamate per le cassa integrazioni non pagate"

"A fine giornata non è facile dimenticare certe telefonate ricevute e lasciare sulla scrivania dello studio i problemi degli aretini" dichiara il presidente dell'Ordine Giovanni Grazzini

 

Decine e decine di telefonate al giorno per chiedere spiegazioni sul Decreto Rilancio. Aretini in attesa di alcune misure, come i finanziamenti a fondo perduto, i bonus, i crediti d'imposta, le date per le sospensioni dei versamenti. Imprese, lavoratori e famiglie chiedono anche perché, ancora, i soldi previsti dal Cura Italia e dal Decreto Liquidità, molto spesso non sono arrivati. Tra i decreti e la pratica quotidiana c'è in mezzo tanta burocrazia. La conoscono bene i commercialisti di Arezzo che quel tipo di telefonate ricevono molto frequentemente e che in questi mesi sono stati sul fronte delle normative per mettere in pratica in tempo gli strumenti messi a disposizione per il sostegno alla liquidità, al mondo del lavoro, al tessuto socio economico. Un duro lavoro che qualcuno deve pur fare e che rispetto alle routine degli anni scorsi si è fortemente intensificato.

"Riceviamo continue chiamate di chi ci chiede informazioni sulle cassa integrazioni, sono soldi molto attesi dai lavoratori per il sostentamento delle loro famiglie e pochi imprenditori sono stati in grado di anticiparle di tasca propria" spiega Giovanni Grazzini dell'Ordine dei dottori commercialisti della provincia di Arezzo che nell'elenco aggiunge "tante telefonate delle partite Iva per il famoso bonus dei 600 euro."

Certo qualcosa non ha funzionato se da strumenti interessanti poi è scaturito un malcontento, anche ad Arezzo. "Di certo la burocrazia continua ad essere un problema, anche se con il Decreto Rilancio hanno annunciato procedure più snelle in alcuni strumenti e poi non ha funzionato l'anticipo della cassa integrazione in banca, perché le persone hanno atteso a lungo per vederla arrivare nel conto, scoraggiati dalle pratiche da fare."

"Rispetto al Decreto Liquidità il meccanismo per le imprese aretine si è inceppato nel momento in cui le banche hanno inviato le richieste di copertura delle garanzie al medio credito centrale per ottenere l'ambito finanziamento di massimo 25mila euro. In questo caso si è notato che le grandi banche hanno ricevuto velocemente risposte alle pratiche, mentre le piccole banche del territorio non sono state prese in considerazione.

Adesso il Decreto Rilancio è stato presentato, annunciato, ma non è del tutto chiuso. Qualche modifica potrebbe intercorrere rispetto alle bozze che sono circolate. E quindi accanto all'attesa per le nuove misure di sostegno economico finanziario c'è anche molta incertezza che logora soprattutto coloro che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà. "Non vorrei esagerare, ma ci sentiamo sul fronte quasi come un medico, perché cerchiamo e cercheremo di curare i conti di imprese, liberi professionisti, lavoratori e famiglie. A fine giornata non è facile dimenticare certe telefonate ricevute e lasciare sulla scrivania dello studio i problemi degli aretini."

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