Decreto liquidità: diecimila richieste dalle banche della provincia di Arezzo

Il commento di Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della FABI – Federazione Autonoma Bancari Italiani

Sono oltre 10mila le domande di prestiti, assistiti da garanzie pubbliche, partite dalle banche aretine verso il fondo di garanzia piccole medie imprese. Nel marzo scorso, in seguito all'esplosione della prima ondata dell'emergenza sanitaria Covid-19, il governo Conte emanò il “Decreto Liquidità” al fine di dare sostengo alle imprese in crisi a causa degli effetti della pandemia. Il decreto però, come noto, cominciò a dare i suoi effetti solo alcune settimane dopo per lacune o imprecisioni.

"È un provvedimento legislativo che copre con garanzie pubbliche – tramite il fondo di garanzia pmi (piccole e medie imprese) e tramite la Sace - i finanziamenti che le banche danno alle imprese e ai liberi professionisti - spiega Fabio Faltoni, segretario provinciale coordinatore della Fabi - A livello nazionale, sono un milione e duecentomila (su un potenziale di almeno il triplo di aziende) le domande pervenute al Fondo PMI, per un totale superiore ai 100 miliardi di euro. Dalla regione Toscana sono partite più di 104mila domande, per  una somma totale di quasi 8,5 miliardi di euro. Le filiali delle banche della provincia di Arezzo hanno sfondato la soglia delle diecimila pratiche evase, cioè delle domande di finanziamento con garanzia pubblica partite verso il fondo pmi: Numero che è raddoppiato dallo scorso mese di giugno. Diecimila domande per 800 milioni di euro. Nel dettaglio, il 76% delle istanze totali, in linea con la media nazionale, riguarda solo le richieste di finanziamento fino a 30mila euro; si parla di 7.623 domande per circa 149 milioni di euro, con una media di 19.539 euro a pratica. Arezzo, fra le province toscane, si posiziona al quarto posto, dopo Firenze, Lucca e Pisa, con quasi il 10% del dato regionale. La Fabi – Federazione Autonoma Bancari Italiani, il primo sindacato in Italia fra i dipendenti di banca, pensa che siano da ringraziare le lavoratrici e i lavoratori - quasi duemila - delle banche aretine, delle filiali e degli uffici,  dipendenti che hanno continuato a svolgere senza sosta un servizio pubblico essenziale, com’è quello bancario, in condizioni spesso molto difficili, ma sempre nel rispetto della massima sicurezza per i clienti. È l’ulteriore conferma che le banche servono, che la capillarità delle filiali è preziosa per i territori e che è indispensabile la professionalità dei dipendenti di banca".

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