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Nuovo Decreto Draghi, ristorazione solo all'aperto e coprifuoco alle 22. Ascom: "Situazione esplosiva"

Il nuovo decreto varato ieri dal Consiglio dei Ministri non cambia rispetto alla bozza e quindi ha fatto scaturire ulteriori polemiche sulle riaperture non concesse

Nuovo decreto e continue polemiche. Il Dl varato ieri sera dal consiglio dei ministri non prevede lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23 e nemmeno possibilità di ristorazione al chiuso. Anche nelle zone gialle.

Il nuovo decreto del governo Draghi prevede infatti la riapertura dal 26 aprile di bar e ristoranti ma solo all'aperto.

Per questo le prese di posizione contro queste nuove misure non si sono fatte attendere. Su tutte quella di Confcommercio, l'associazione di categoria che nei giorni scorsi aveva profilato soluzioni più ottimistiche all'orizzonte: "Si profila il via libera dal 15 maggio al servizio dei ristoranti anche all’interno, oltre che all’esterno come è consentito dal 26 aprile, e il coprifuoco per tutti alle ore 23” aveva dichiarato la vicedirettrice di Confcommercio Arezzo Catiuscia Fei. Una possibilità che ancora non è scongiurata, ma di certo non è contenuta in questo decreto legge.

“La situazione sta esplodendo e forse qualcuno non se ne rende conto - ha dichiarato a Repubblica Franco Marinoni direttore di Confcommercio Toscana - La prospettiva di riaperture tardive e discriminate come quelle che si stanno paventando è drammatica per operatori che non stanno percependo reddito da oltre 14 mesi. Non ci piace lo scontro politico che si è profilato, tra regioni, comuni e centrodestra da una parte e i componenti la vecchia maggioranza del precedente governo dall’altra, per esempio sul tema del coprifuoco alle 22. Che è palesemente incompatibile con la ripresa effettiva delle attività, mentre il resto del paese (industria, supermercati, trasporti, scuole) invece non ha limiti del genere. Ci appare un inutile accanimento contro un pezzo del paese, da troppo tempo bistrattato e penalizzato. Vogliamo renderci conto che stiamo creando le condizioni per un dramma (ed uno scontro!) sociale senza precedenti?”

"Il decreto crea una discriminazione pesante tra chi potrà utilizzare spazi esterni e chi no - aggiunge la vice direttrice aretina Catiuscia Fei - si sta creando una situazione esplosiva. Noi stiamo valutando in queste ore le azioni da intraprendere."

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