De Robertis (Pd): "Regione a fianco del settore orafo aretino per chiedere lo scorporo dell’oro dai fatturati"

Approvata mozione della picepresidente che impegna presidente e Giunta toscana a intervenire su Governo e Parlamento perché anche le imprese orafe possano accedere ai contributi del Decreto Rilancio

Via libera dal Consiglio regionale alla mozione presentata dalla Vicepresidente Lucia De Robertis per il sostegno alla ripresa del settore orafo aretino, duramente colpito dal lockdown e penalizzato dall’innalzamento del costo della sua preziosa materia prima.
“In queste settimane – spiega De Robertis – grazie alla Consulta Provinciale Orafa e alla Camera di Commercio ho potuto confrontarmi con gli operatori del settore, che legittimamente chiedono al Governo  interventi in favore di una componente importante dell’export italiano e fondamentale per l’economia di Arezzo e della sua provincia”.
L’atto predisposto dalla Vicepresidente dell’assemblea legislativa regionale raccoglie le richieste avanzate dal settore, chiedendo un impegno diretto del Presidente Rossi e della Giunta per sollecitare Governo e Parlamento ad “intervenire in correzione del Decreto Rilancio, scorporando il costo dell’oro dal fatturato, così da permettere anche alla maggioranza delle aziende aretine che hanno patito una drastica riduzione del fatturato di accedere ai contributi a fondo perduto” e “a ratificare quanto prima la Convenzione di Vienna sulla marchiatura dei gioielli, che renderebbe libera la circolazione dei nostri prodotti di oreficeria in più di venti paesi strategici”.
Inoltre, in considerazione della recente legge regionale sull’economia circolare, la mozione chiede di attivare il tavolo dedicato al settore orafo, “perché – chiosa la Vicepresidente – anche questo è un passaggio determinante per il rilancio della filiera produttiva”.
 “Il tema dello scorporo dell’oro dal fatturato è realmente determinante - conclude De Robertis – e credo che, davvero, sia possibile fare massa critica fra associazioni di categoria, istituzioni, rappresentanti nelle assemblee elettive perché con la conversione del Decreto Rilancio si riconosca la peculiarità del settore e dell’incidenza del costo della materia prima, incidenza che non ha eguali in altri settori produttivi. Sul tavolo ci sono anche altre ipotesi di lavoro,  l'innalzamento del tetto di ricavi o compensi solo per il settore orafo, oggi anch’esso vincolato ai 5 milioni di euro, misura  anche questa legata al peso del costo dell’oro”.

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