Sabato, 12 Giugno 2021
Economia

Turismo: 2020 l'anno nero di Arezzo. Crollano arrivi e presenze. Lapini: "Green pass europeo indispensabile per il settore"

Una delle prime conseguenze della pandemia è stata la forte limitazione della mobilità, in particolare quella con l'estero: ciò emerge con evidenza dall’analisi dei dati articolati per provenienza dei turisti

Presenze e arrivi registrano flessioni del 47,5 e del 56 per cento con cadute pesantissime su tutto l'intero comparto che mai, prima di un anno fa, avrebbe immaginato tali scenari. È il comparto turistico uno dei settori del tessuto economico aretino ad aver subito maggiormente gli effetti negativi dell'emergenza sanitaria Covid-19. L'analisi fornita dalla Camera di Commercio di Arezzo e Siena, redatta sulla base dei dati provvisori della “Rilevazione statistica del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi 2020” della Regione Toscana, dipinge un quadro con tinte foschissime quando preoccupanti. Gli arrivi crollano di circa il 56% attestandosi a poco più di 266mila turisti, mentre le presenze subiscono una flessione del 47,5% fermandosi a poco più di 827mila pernottamenti.

Secondo la rilevazione le strutture più penalizzate sono quelle alberghiere (-61,4% di arrivi e -55,9% di presenze), mentre le extra alberghiere (-46,5% di arrivi e -41,4% di presenze) hanno beneficiato maggiormente dei flussi turistici estivi, per lo più orientati verso vacanze a contatto con la natura e fuori dai centri abitati.

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“Si tratta di cifre – sottolinea Anna Lapini, vice presidente vicaria della Camera di Commercio di Arezzo-Siena – che confermano ciò che era del tutto evidente e cioè che il turismo è stato tra i settori che hanno subito le maggiori conseguenze negative della pandemia. È adesso necessario recuperare soprattutto le presenze dei turisti stranieri e per fare ciò è indispensabile, oltre a realizzare una rapida ed efficace campagna vaccinale europea, l’introduzione, in tempi rapidissimi del “green pass europeo” come annunciato dalla presidente della commissione Ursula Von del Leyen. Ciò permetterebbe di avere già nei mesi estivi un parziale recupero di presenze dei turisti europei, britannici e nordamericani mentre, per quanto riguarda quelli asiatici, l’attesa dovrà essere più lunga”.

Una delle prime conseguenze della pandemia è stata la forte limitazione della mobilità, in particolare quella con l'estero: ciò emerge con evidenza dall’analisi dei dati articolati per provenienza dei turisti. Il turismo dall’estero è stato nel 2020 si è quasi azzerato rispetto al 2019 (-80% arrivi, -72% presenze), mentre quello nazionale, complice la riapertura della mobilità regionale nel periodo estivo ha contenuto le perdite, soprattutto in termini di pernottamenti (-36% arrivi, -15% presenze). Al primo posto nella classifica delle presenze per regioni di provenienza dei turisti italiani c'è la Lombardia che, pur con un calo del 24% dei visitatori arrivati in provincia, grazie a soggiorni mediamente più lunghi, presenta addirittura un aumento del 3% dei pernottamenti. In accordo con la prevalente tendenza al turismo di prossimità, al secondo posto si posiziona la Toscana (-32% gli arrivi, -8% le presenze), seguita dal Lazio (-46% arrivi, -20% presenze) che nel 2019 era la prima regione di provenienza.

Fra gli stranieri la Germania resta il primo mercato di riferimento, anche se i flussi sono più che dimezzati (-57% arrivi, -51% presenze), seguita dai Paesi Bassi (-60% arrivi, -63% presenze). Molto più pesanti, prossime all’azzeramento, le flessioni dei mercati di provenienza più a lungo raggio, necessariamente vincolate alla mobilità aerea: gli Stati Uniti, nel 2019 secondo mercato di riferimento, accusano una contrazione del 96% sia dei turisti che dei pernottamenti. Stessa dinamica per i mercati asiatici: in particolare per la Cina la riduzione dei movimenti si è attestata al 93% sia per i turisti che per i pernottamenti.

“Anche se costantemente caratterizzato dal segno negativo – evidenzia Marco Randellini, segretario generale della Camera di Commercio - il livello di attività del settore nel corso dell’anno è stato molto eterogeneo: l’evoluzione della pandemia ha condizionato pesantemente i risultati in alcuni periodi dell’anno, fino a quasi azzerare i movimenti turistici. Se si esaminano i dati dei flussi mensili mettendo a confronto il 2019 ed il 2020 emerge con chiarezza che è solo grazie ai risultati del mese di agosto ed in parte di luglio e settembre che è stato possibile contenere in parte le perdite che restano comunque ingenti. Comunque le perdite della nostra provincia fatta eccezione per quelle delle province costiere, sono state quelle meno pesanti a livello regionale. Ciò ha permesso un piccolo recupero in termini di peso relativo in ambito regionale: per quanto riguarda gli arrivi si passa dal 4,2% del 2019 al 4,8% del 2020, mentre per le presenze si va dal 3,3% al 3,8. Una crescita in percentuale che ovviamente non attenua gli effetti negativi della perdita di migliaia di arrivi e di presenze turistiche nella nostra provincia”.

Gli ambiti turistici

Tutti gli ambiti turistici della provincia sono peggiorati rispetto al 2019 ma non tutti con la stessa intensità: quelli caratterizzati da una maggiore vocazione al turismo “naturalistico” sono riusciti ad intercettare meglio una domanda caratterizzata dalla riscoperta e rivitalizzazione sotto il profilo turistico di una parte rilevante delle cosiddette aree interne e marginali del paese, in cui isolamento e integrità ambientale hanno notevolmente rafforzato la capacità di attrazione. La particolare situazione dell’estate 2020 ha condizionato non solo la scelta della tipologia di alloggio, indirizzando oltre la metà dei villeggianti verso seconde case e appartamenti di proprietà o in affitto e rivalutando vistosamente i campeggi a discapito delle strutture alberghiere, ma anche la scelta del tipo di vacanza: anche in conseguenza delle restrizioni alla mobilità e del lungo stop all’attività fisica e all’aria aperta, ha assunto una importanza inedita nella scelta della destinazione la possibilità di “praticare sport”. In questo senso, tra le attività maggiormente praticate nei nuovi contesti di vacanza emergono su tutti trekking e bicicletta. Quindi che ambiti turistici quali il Casentino e la Valtiberina toscana hanno reagito meglio alla crisi e contenendo in parte le perdite. Più penalizzati, al contrario, le zone caratterizzate maggiormente da un turismo “urbano”, in particolare l’area aretina.

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