Ubi diventa Intesa. Randellini: "Abbiamo già chiesto di rassicurare i nostri imprenditori sul prestito d'uso"

L'emergenza sanitaria e di conseguenza quella economica non sono ancora superate. Il rapporto Excelsior ci conferma che i maggiori problemi sono sul fronte dell'occupazione

 

Marco Randellini è diventato segretario generale della Camera di Commercio Arezzo Siena il 16 marzo scorso, lo stesso giorno in cui il governo si riunì per firmare il decreto Cura Italia. L'avvio del nuovo ruolo ha coinciso quindi con il lockdown.

"E' stato un periodo abbastanza duro da superare, le imprese hanno chiesto alla Camera di Commercio di dare un segnale di sostegno e vicinanza. Abbiamo cercato di garantire i servizi nonostante le chiusure dovute al momento, abbiamo fornito anche servizi straordinari di sostegno alle imprese."

Nel sistema del credito sono imminenti nuovi cambiamenti con l'acquisto di Ubi da parte di Banca Intesa. Siete preoccupati del fatto che ci sia un ulteriore cambiamento dell'istituto di credito nel territorio aretino? "La preoccupazione è legata al fatto che la liquidità non arrivi alle imprese, che il sistema bancario sia efficiente ed efficace per il territorio. Credo che queste siano operazioni di mercato, come quella di quando Ubi ha rilevato Banca Etruria. Noi guardiamo con attenzione al fatto che Intesa San Paolo abbia a cuore il territorio aretino, abbiamo già chiesto a Intesa di rassicurare il tessuto produttivo dal punto divista dell'approvvigionamento della materia prima, per tutto quello che riguarda il prestito d'uso e per quello di cui hanno bisogno i nostri imprenditori."

L'emergenza sanitaria e di conseguenza quella economica non sono ancora superate. Il rapporto Excelsior ci conferma che i maggiori problemi sono sul fronte dell'occupazione. Quel dato nei prossimi mesi potrà davvero peggiorare, soprattutto se si dovesse verificare una seconda ondata e se non saranno rinnovati gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione. Poi in fondo questo tremendo periodo potrà nascondere anche qualche nuova opportunità. 

"Sicuramente sta a noi cercare coglierle perché il tessuto economico aretino è dinamico e capace di affrontare le difficoltà. Certamente però i problemi sono oggettivi non legate al territorio interno ma alla chiusura dell'estero per una economia che si base sull'export, sulla produzione dedicata a altri mercati. Le difficoltà riguardano il commercio e il turismo, perché i visitatori non arrivano e ci sono difficoltà a garantire eventi, incontri, tutto quello che presuppone lo stare insieme."

E cosa sta facendo la Camera di Commercio? "Stiamo cercando opportunità e misure ad hoc, abbiamo cercato di sostenere le imprese dal punto di vista della liquidità, abbiamo emesso dei bandi per l'erogazione di contributi a fondo perduto nei settori dell'innovazione e delle fiere che in italia sono in programma." 

Il periodo che abbiamo davanti preoccupa dal punto di vista dell'occupazione. Ci sono giovani che non lo cercano più il lavoro, donne che rischiano di perderlo per sopperire alle necessità familiari. "L'effetto sull'occupazione è l'ultimo che arriva, adesso c'è il blocco dei licenziamenti almeno fino 17 agosto e poi dovrebbe arrivare la proroga della cassa integrazione e dei fondi integrativi. Ci sono stati problemi con i tempi di erogazione della cassa integrazione, con la Regione abbiamo cercato di approfondire e trovare soluzioni per i lavoroatori. C'è stato un tavolo ad hoc in Prefettura con associaizoni di categoria, Camera di Commerio e Inps per mettere a fuoco le problematiche. Ad oggi soprattutto dalle aziende viene la richiesta la proroga degli ammortizzatori sociali per evitare che la crisi economica diventi a impatto forte sull'occupazione."

Nel settore orafo nello specifico si stanno registrando forti difficoltà:

"Gli ordini non arrivano, i mercati esteri sono o fermi o difficili da raggiungere, non ci sono voli o altri mezzi di trasporto merci. Ci sono problematiche oggettive determinate dal Covid 19. Il settore orafo è in forte difficoltà anche dal punto di vista della liquidità, per il prezzo elevatissimo dell'oro. Stiamo cecrando di portare avanti inizitive concrete, abbiamo contattato tutti i parlamentari del terrritorio, anche di Siena. Anche il ministero per lo sviluppo economico si è detto disponbile a settembre ad aprire un tavolo con rappresentanti  del settore orafo."

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